Ninfea: recensione di Ri-Evoluzione

In Ri-Evoluzione dei Ninfea c’è tanta rabbia che viene, però, incanalata seguendo dei sentieri musicali importanti.
I Cd ascoltati per voi (a tutto volume), valutati da noi

In Ri-Evoluzione dei Ninfea c’è tanta rabbia che viene, però, incanalata seguendo dei sentieri musicali importanti.

Inseguire un sogno a volte vuol dire anche fare i conti con il suo lato effimero. In Mirages, Kaouenn ne prende atto, sfruttando il tutto a suo vantaggio.

Alla fine della giostra da un disco degli Offspring sai sempre quello che puoi trovare: divertimento, solarità, energia e una sana voglia di divertirsi.

La seconda mini-opera dei grifoni Demagó si proietta a piè pari nel vecchio canovaccio alternative rock italiano degli anni '90, a cui s'aggiungono percorsi sonori emo-power.

I When Waves Collide con Chasm rafforzano e polarizzano contrasti e stati d'animo, evocando le correnti sotterranee del ventre sonoro del post-rock internazionale.

Con Burn Lisa Gerrard & Jules Maxwell (Dead Can Dance) sembrano volersi riconciliare col mondo (ri)abbracciarne e (ri)celebrarne la bellezza con un senso di stupore che arriva tale e quale nelle loro composizioni.

I My Life With The Thrill Kill Kult, vere e proprie leggende della scena gothic-disco internazionale tornano con Sleazy Action, una cavalcata elettronica sulle praterie più variegate possibili, tra industrial, drum 'n bass, synth pop, disco dance ed avanguardie pop-ambient.

Seconda fatica per gli Squeamish Factory, band italiana di una certa esperienza, che in Plastic Shadow Glory continua il suo percorso di crescita, mettendo insieme un pugno di canzoni toste e piene di energia.

Fenice di Francesco Setta è un lavoro bello, nel senso più nobile della parola, condito da ottime canzoni che non annoiano, ma crescono con il passare degli ascolti.

Un ritratto nichilista, a suon di indie rock, della grigia quotidianità. Facciamo un tuffo nel Futuro Nostalgico di Zedr.

Adriano Lanzi con il suo The Calling ci porta in una dimensione che non è solo musica strumentale, ma un vero e proprio viaggio nell'animo umano.

I Greta Van Fleet tornano alla ribalta con il loro secondo album, forte di uno spartito compositivo dall'impronta decisamente più matura e di caratura superiore rispetto alle precedenti pubblicazioni. Ma senza rinunciare a quel retaggio classic rock di ispirazione seventies.

L’album di debutto di Taff, Beat –Pocalypse, racconta la distanza nei rapporti interpersonali come barriera insuperabile, ma anche comfort zone dove ritrovare se stessi.

Kibeho degli Iqonde è una grandine di suoni math rock, al cui interno s'alternano ritmiche serrate, beat granitici, distorsioni dissonanti e atmosfere dilatate.

I Van Kery si destreggiano alla perfezione tra coordinate rock e blues, dando origine a una mistura mai tramontata, ma dal grande fascino.