WhiteFang: la recensione di Into The Woods

Il folk fa da filo conduttore nella vita e nella musica di WhiteFang, in un debut album dove Sardegna e Irlanda si incontrano.
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WhiteFang

Into The Woods

(Talk About Records/Goodfellas)

folk

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WhiteFang_IntoTheWoods_recensioneWhiteFang è lo pseudonimo dietro al quale si cela Luca Cadeddu Palmas, artista sardo con alle spalle le esperienze musicali più disparate. Da queste è scaturito il suo primo album intitolato Into The Woods, che ha preso forma durante un soggiorno in Irlanda, terra della quale si sente forte il richiamo al folk tradizionale.

Le otto tracce che compongono Into The Woods non si legano solo al folk, ma anche alla natura, elemento che chiaramente accomuna le due isole di riferimento nella vita dell’artista. Nate in forma di voce e chitarra, sono state arricchite da sperimentazioni a livello vocale più contemporanee, con declinazioni rock/elettroniche.

Il titolo, che prende spunto dall’omonimo libro di Jack London, si ispira a ciò che viene descritto in quel libro: lunghe distese di foreste gelate, paesaggi idilliaci, solitudine individuale e sociale. E proprio queste sono le tematiche affrontate nei testi: riscoprire se stessi stando nascosti nel proprio bosco, lontano dal caos e dalle finte sicurezze del mondo che ci circonda.

L’attaccamento alla sua terra d’origine non si percepisce solo nei suoni e nelle parole di Luca, ma assume forma concreta in una limited edition. Con l’obiettivo di creare una rete che abbracci diverse realtà autoctone, l’uscita del vinile è accompagnata da 20 birre artigianali chiamate Whitefang (nate dalla collaborazione con il birrificio “La volpe e il luppolo”) e da poster ideati da Joe Tamponi, autore anche dell’etichetta della birra.

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Simona Fusetta
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