Starbenders: recensione di The Beast Goes On

Il glam-metal-rock degli Starbenders assume tinte synth pop nel tentativo di riportare in auge un genere iconico.

Starbenders

The Beast Goes On

(Sumerian Records)

synth pop, rock, metal, glam

_________________________

The Beast Goes On è il quarto album degli americani Starbenders, noti per la loro passione nei confronti del glam rock, genere che anche in questa nuova release tentano di riportare in auge dandogli una svecchiatina e aggiungendo un tocco di synth che, però, non sembra riuscire a centrare l’obiettivo modernità.

Dopo un nuovo cambio di formazione che vede l’arrivo di Qi Wei alla batteria, il quartetto di Atlanta torna a proporci un mix di generi, tra i quali quello predominante è ovviamente il glam rock anni ’80, ma che manca di quella freschezza e di quella vivacità che hanno reso uniche quelle sonorità. Il connubio con il synth rock e l’alt pop ci regala pezzi dagli alterni sviluppi, ma anche il potente riff di chitarra di Forever Mine e la power ballad Hello Goodbye.

Liberi da ogni schema e dinamica di mercato, gli Starbenders portano avanti la loro intrinseca necessità di asserire la propria identità sia nel modo di scrivere che di fare musica. The Beast Goes On è un valido mix di energia e competenze musicali, ma rischia di restare intrappolato in una serie di stereotipi e cliché dal quale il glam deve allontanarsi per poter avere una seconda giovinezza e non sembrare l’ombra di sé stesso.

Gli ultimi articoli di Simona Fusetta

Condivi sui social network:
Simona Fusetta
Simona Fusetta
Articoli: 436