Subsonica: Cieli su Torino 96-26, recensione concerto all’OGR, Torino, 4/4/2026

I Subsonica festeggiano i loro 30 anni di carriera con una serie di eventi e 4 concerti alle OGR di Torino, la città da dove tutto è nato e dove tutto ritorna sempre.

Subsonica

Cieli su Torino 96-26

OGR, Torino, 4 aprile 2026

rock, elettronica

live report

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Trent’anni fa una band pubblicava il suo primo album e legava saldamente la propria storia a quella di una città che è stata terreno fertile non solo per la scena musicale. Trent’anni fa nasceva un progetto ambizioso, fatto di suoni nuovi che coniugavano l’elettronica con gli strumenti classici, per dare voce a un mondo che si preparava a grandi cambiamenti. Trent’anni fa nessuno, forse nemmeno loro, si aspettava che i Subsonica avrebbero assunto queste proporzioni e che ci saremmo trovati in una Torino addobbata a festa per celebrare un successo che ancora oggi non accenna a scemare.

I festeggiamenti del trentennale erano nell’aria già da un po’, ma devo dire che i ragazzi hanno fatto le cose in grande stile. Prima di tutto scegliendo le OGR per ospitare, dal 31 marzo al 4 aprile, Cieli su Torino 96-26, quattro concerti celebrativi unici nel loro genere e per allestire Rientro in atmosfera, una mostra visitabile gratuitamente con il biglietto dei live e questa settimana aperta al grande pubblico. E poi regalandoci eventi collaterali come Nei nostri luoghi, dieci QR code per scoprire canzoni e aneddoti nei vari angoli della metropoli; Rimango Subsonico, un documentario dal vivo ad opera dello storyteller Federico Sacchi e Istantanee, un itinerario fotografico che racconta i momenti più significativi del quintetto da Piazza San Carlo a Piazza Vittorio. Fino al logo del gruppo proiettato sulla Mole Antonelliana, simbolo per eccellenza della prima capitale d’Italia.

La città ha quindi spalancato le braccia e riaccolto i suoi figlioli prodighi, che ancora un volta hanno potuto godere dell’affetto di un pubblico che li segue passo passo in ogni loro impresa. Rientrando in questa nutrita schiera di affezionati supporter, non ho potuto esimermi dal visitare la mostra prima di accedere al parterre, intraprendendo un vero e proprio viaggio nell’universo subsonico, fatto di foto, video, curiosità, film, strumenti e premi. Un’occasione per vedere il cortometraggio Rane girato da Stefano Sardo (voce dei Mambassa, nonché sceneggiatore e regista) con Max, Samuel e Boosta, o per ricordare performance memorabili, come quella con Battiato al Traffic Festival del 2007.

Il 4 aprile è la serata conclusiva delle celebrazioni, che hanno visto alternarsi ospiti diversi, da Finardi a Pistoletto e scalette diverse, con grandi classici e qualche perla che raramente capita di sentire. Si comincia poco dopo le 20 con il dj set B-side ad opera di Alessio Bertallot e Dj Aladin, rispettivamente da Radio Capital e Radio Deejay (radio partner), per una buona mezz’ora di musica di ogni genere.

Poi, poco dopo le 21, si spengono le luci e Ninja, Vicio, Max, Boosta e Samuel salgono sul palco. Poche parole – ci sarà tempo per perdersi nei ricordi e nei ringraziamenti – e si attacca subito con un’infilata di brani per partire a bomba e dare un’idea di quello che sarebbe accaduto nelle tre ore successive. Sì, avete capito bene: tre ore serrate senza una sosta o un momento per riprendere fiato. Tutte le energie messe sul piatto fin dall’apertura, da quando risuonano le sirene di Al confine, sebbene in realtà sia poi Sonde a darci il benvenuto, seguita da Abitudine ed Errore, tra i pezzi più rock della produzione del gruppo.

Liberi Tutti offre l’occasione per salutare il primo ospite, Willie Peyote, che rilegge la parte che fu di Daniele Silvestri aggiungendo il suo personalissimo tocco. Si prosegue con grandi classici come Depre, Aurora Sogna e Lasciati, per poi coprire in un secondo un arco temporale di oltre 25 anni passando a Il Tempo in Me e Radio Mogadiscio, i singoli estratti dal recentissimo Terre Rare. Nuova Ossessione e Nuvole Rapide segnano la fine della prima porzione di scaletta che porta al primo cambio palco, quello a sinistra guardano il main stage, attrezzato per la sezione acustica. Samuel intona La Bontà chitarra e voce e con Boosta al piano L’Angelo, due momenti molto intimi che raggiungono l’apice con Quando e la versione acustica di Tutti i Miei Sbagli, che stasera il nostro amato frontman ha interpretato con una forza emotiva tale da far impallidire l’originale.

Cambio palco n. 2, stavolta quello di destra, per un ritorno al passato: la vecchia strumentazione del 1996, gli abiti del 1996 e il bassista del 1996! Ecco comparire Pierfunk per suonarci qualcosa dal primo album omonimo nel modo più fedele all’originale possibile. E come omaggio ai bei tempi andati, con la band ecco prendere posto sotto i riflettori anche Giancarlo, nome storico per chi ha frequentato i Murazzi in gioventù almeno una volta. Il suo locale è stato legato a doppio filo con la storia di Samuel e soci.

Il ritorno sul main stage sancisce l’inizio dell’ultima parte di live, ben lungi dal volgere al termine. È il momento per TÄRA di prendersi la scena, artista palestinese di seconda generazione e voce femminile di Straniero, ultimo singolo estratto dal nuovo disco. Al termine del brano Samuel viene affiancato da un’altra voce femminile, quella di Veronika, che lo accompagna sulle sensuali note di Livido Amniotico. E dopo di lei, ecco il tanto atteso super ospite, che origliando il soundcheck avevamo già scoperto: signori e signore, ecco a voi Johnson Righeira, l’uomo che scelse Istantanee come primo singolo dei Subsonica, con i quali si esibisce su La Funzione per poi farci fare un tuffo negli anni ’80 con Vamos a La Playa.

La cavalcata verso il finale assume toni decisamente caldi, chiedendo al pubblico un dispendio di energie ormai calanti, ma chiamata alla quale tutti rispondiamo compatti: Veleno, Discolabirinto (la canzone con l’intro di tastiera più bello della musica italiana, stando alle parole del suo autore) e Il Diluvio, per poi calare di bpm con Strade e salutare tutti con Preso Blu, da sempre pezzo conclusivo della scaletta.

Vedo i Subsonica dal vivo con cadenza regolare dal 1998 e in generale non credo di ricordare una volta in cui non sia uscita felice e soddisfatta da un loro live. Sì, a volte avrei preferito una setlist diversa, in alcuni casi sono stati un po’ sotto tono rispetto alla media, ma ogni volta sentivo di aver preso parte a un rituale collettivo di amore, verso la musica e verso quei musicisti che crescevano e si evolvevano con me. Ma sabato, mentre lasciavo le OGR, mi sembrava di aver trasceso limiti e confini e che ancora una volta Samuel, Boosta, Max, Vicio e Ninja fossero riusciti in un’impresa quasi impensabile per qualunque altra formazione. Per questi trent’anni hanno voluto celebrare i loro successi, ma soprattutto ringraziare noi per essere stai al loro fianco, per essere parte di qualcosa che ci rende reciprocamente migliori e più forti. Altrimenti, non si spiegherebbe come sia possibile sostenere tre ore filate di concerto con quel ritmo!

I riflettori rimangono accesi su Torino e sulla sua creatura ancora per questa settimana. Ma da giugno sarà possibile rivederli dal vivo per il tour di Terre Rare, che li riporterà a casa il 15 luglio all’interno della rassegna del Flowers Festival di Collegno.

Setlist

  • Sonde
  • Abitudine
  • L’Errore
  • Chase the Devil [cover di Max Romeo]
  • Liberi Tutti [feat. Willie Peyote]
  • Depre
  • Aurora Sogna
  • Lasciati
  • Il Tempo in Me
  • Radio Mogadiscio
  • Nuova Ossessione
  • Il Centro della Fiamma
  • Nuvole Rapide

Semi-acustico (palco a sx)

  • La Bontà
  • L’Angelo
  • Incantevole
  • Quando
  • Tutti i Miei Sbagli

30° anniversario (palco a dx)

  • Funk Star
  • Non Identificato
  • Giungla Nord
  • Onde Quadre
  • Radioestensioni

Mai stage

  • Straniero [feat. TÄRA]
  • Livido Amniotico [feat. Veronika]
  • La Funzione  [feat. Johnson Righeira]
  • Vamos a La Playa [cover dei Righeira]
  • Istrice
  • Grida
  • Veleno
  • Discolabirinto
  • L’Ultima Risposta
  • Up Patriots to Arms [cover di Battiato]
  • Il Cielo su Torino
  • Il Diluvio
  • Strade
  • Preso Blu

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