Damiano Bignami: A Momentary Mental Reflection

Damiano Bignami, artista a tutto tondo lodigiano, è un musicista autodidatta in grado di suonare più strumenti e ha sempre visto nella musica un mezzo fondamentale dove poter condensare emozioni e stili che sono legati indissolubilmente alla figura dei Pink Floyd.
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Damiano Bignami

A Momentary Mental Reflection

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Damiano Bignami-A Momentary Mental ReflectionDamiano Bignami, artista a tutto tondo lodigiano, è un musicista autodidatta in grado di suonare più strumenti. Pur essendo affetto da una forma di fibrosi cistica, Bignami ha sempre visto nella musica un mezzo fondamentale dove poter condensare emozioni e stili che sono legati indissolubilmente alla figura dei Pink Floyd, soprattutto a quelli dell’era post Roger Waters.

Non è un caso che questo suo lavoro porti un titolo che non può non rimandare al famoso A Momentary Lapse Of Reason, primo album senza la presenza del famoso bassista in formazione. In queste canzoni che Bignami ci propone, le atmosfere risultano essere tremendamente malinconiche, come se ci si trovasse dinnanzi al mare in piena stagione invernale alle ore 15.

Tutto suona molto melodico e armonioso, con alcuni brani che sono stati nuovamente arrangiati e riadattati per la circostanza, in quanto già facenti parte del repertorio dell’artista lombardo.

Il cantato riporta chiaramente alla memoria quello di Dave Gilmour, anche se in realtà sono le parti strumentali a farla chiaramente da padrone indiscusse.

A volte fanno capolinea in modo prepotente gli anni ottanta (In The Silence), mentre in altri casi ci sono davvero forti reminiscenze di alcune sonorità che proprio in quel periodo andavano forte in classifica (Breaking Up).

Per chi è legato a certi ricordi prettamente “ottantiani” e alla seconda parte di carriera dei Pink Floyd (troppo spesso ingiustamente bistrattata) questo disco può andare tranquillamente bene, perché vi regalerà, molto probabilmente, ricordi sopiti nel tempo e pensieri che sembravano essere sepolti nei lati più oscuri della vostra memoria.

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Francesco Brunale
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