The Revangels
Here Comes The Stars
(VRec)
rock
I Revangels sono una bella e solida realtà del rock italiano. Vengono da Milano e mantengono alta la tradizione che vuole il capoluogo lombardo all’avanguardia quando si parla di musica in cui le chitarre fanno il loro figurone.
Per l’occasione la band si è fatta assistere dal sempre puntuale Pietro Foresti e ha puntato anche i mitici Abbey Road Studios di Londra per mettere una ciliegina sulla torta al tutto.
Per far capire la bravura di questi ragazzi c’è da ricordare come un paio di loro siano stati chiamati a salire sul palco addirittura dagli U2 alla O2 Arena di Londra per un duetto più unico che raro che rimarrà scolpito per sempre nelle loro memorie.
Le coordinate di questo nuovo lavoro si muovono su sentieri solidi, ma mai eccessivi, in cui pezzi tirati e altri moderati si alternano senza soluzione di continuità.
Nelle parti più lente il quartetto mette in mostra un grande senso della melodia come dimostra l’incantevole Come Back To The Stars o la funkeggiante The Way Back Home. Allo stesso tempo è ottimo il biglietto da visita presentato con l’opener The Way To The Stars che fa capire come, quando c’è da randellare con gusto, i nostri non si facciano pregare.
Interessante è anche la cover di Angel Of Harlem degli U2, introdotta da un riff che ricorda sin troppo da vicino Good Times, Bad Times dei Led Zeppelin, e che vede la partecipazione di Geen. Per il resto il rock genuino si fa sentire nell’ottima Play With Fire, che ha un ritornello che non fa prigionieri, e nella claustrofobica Lost con tanto di voce filtrata e giro di basso malsano.
Si capisce da subito che l’intero lavoro ha una sua dimensione live e, allo stesso tempo, internazionale e la chiosa di The Way To The Stars, registrata in presa diretta proprio agli Abbey Road Studios, fa capire come i The Revangels siano sulla buona strada.
In tutto questo la semiacustica 1000 Ways continua a girare nello stereo e ci fa porre la solita considerazione: se fosse stata una band inglese a scrivere questa canzone, oggi se ne parlerebbe in termini più che entusiastici. Alla fine, comunque, va bene così.
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