All You Can Hate: recensione di Afterglow

I capitolini All You Can Hate tornano con Afterglow, loro secondo EP, sospeso tra shoegaze e post punk, con qualche buona idea che poteva essere sviluppata meglio.

I capitolini All You Can Hate tornano con Afterglow, loro secondo EP, sospeso tra shoegaze e post punk, con qualche buona idea che poteva essere sviluppata meglio.

Un album che sperimenta tra hip hop, elettronica e spoken word, ma che rischia di disorientare chi ama la Kim Gordon più iconica e chitarristica.

Con We Were Just Here i Just Mustard hanno creato un'opera che trascende il semplice revival nostalgico per affermarsi come contributo originale e vitale al canone della musica rumorosa e visionaria.

ArMOR è il debutto dei belgi Maquillage: un mix di shoegaze e post-punk che esplora amore, fragilità e protezione, tra distorsioni sognanti e atmosfere malinconiche.

Estetica 'Do it yourself' e urgenza espressiva costituiscono la cifra di Dysphoria, secondo lavoro degli Urban Cairo, con tutti i pregi e i difetti del caso.

Con God Hates Cowards, i Cowards presentano un secondo lavoro che allo stesso tempo è l'uscita da un tunnel: nove schegge taglienti in cui si mescolano rabbia e sofferenza, ma anche voglia di buttarsi alle spalle un periodo buio.

Con il nuovo album Sequence, la post-rock band We Fog continua a modellare espressione stilistica e tensione emozionale, avvicendano irruenze poliritmiche e intimismo lagunare.

Con Gone Is The Day, I Kodaclips restano 'fedeli alla linea' dello shoegaze, ma nel contempo sembrano voler dimostrare di poter anche guardare oltre, senza necessariamente limitarsi a fissarsi le scarpe.

Tim Bowness, più noto per il progetto No-Man, torna con Powder Dry, tra post-punk e suggestioni floydiane.

Un album attraversato da aloni spettrali e disturbanti: Fuoco Dentro è la nuova proposta strumentale noise di Mammut nel Caos.

Il nuovo disco dei Duocane, rAmen, al primo ascolto viene voglia di gettarlo dalla finestra, ma poi... mano a mano... non riesce più a farne a meno.

Lo shoegaze è vivo e vegeto e a tenerne alto il volume ci pensano i Tiger! Shit! Tiger! Tiger! col nuovo Bloom.

Il nuovo lavoro degli Oslo Tapes, progetto capitanato da Marco Campitelli, sposta ancora più in là l’asticella della sperimentazione, nonché del confine tra quello che c’è stato e quello che sarà.

Ottavo disco per i Bachi da Pietra, con dieci racconti noise metal sprezzanti sul genere umano, da accettare con tutti i suoi difetti per andare lo stesso avanti.

Torna a ribollire il magma groove-sonico dei padovani Wojtek nel nuovo album Petricore, un mix di sludge e post-hardcore mitigato da elementi dark ambient.