All You Can Hate
Afterglow
(Vina Records)
post punk, shoegaze, dream pop
Afterglow, ovvero uno spazio sospeso tra la luce e l’ombra, che nel secondo EP degli All You Can Hate diventa metafora del passaggio definitivo verso l’età adulta. Periodo pieno di incertezze, critico a volte, spesso disorientato. Sospeso.
La band romana da corpo a queste sensazioni con sette tracce che si muovono tra muri sonori all’insegna di un classico shoegaze, tra qualche concessione al rumorismo e a parentesi d’ispirazione quasi garage da un lato, dall’altro una certa tendenza a una rilassatezza dream pop, con una ricorrente, per quanto sottile, componente ‘onirica’, che finisce appunto per dare quell’idea di sospensione.
Una discreta riproposta dei generi di riferimento, che si scontra con la costante brevità dei singoli brani.
Frutto certo in alcuni episodi di un’estetica punk che è il riferimento a monte; forse anche una sintesi voluta; fatto sta che in più di un’occasione si ha l’impressione di trovarsi di fronte a pezzi che forse avrebbero meritato un maggiore sviluppo e che restano un po’ lì, poco più che abbozzati.
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