Maquillage
ArMOR
(Silverback Artist Collective, Shore Dive Records)
shoegaze, dream wave, dream rock, post-punk, dream noise
[voto 2.5]
È uscito ArMOR, il primo album dei belgi Maquillage, pubblicato dalle etichette Silverback Artist Collective (Belgio) e Shore Dive Records (Regno Unito).
Il progetto, nato nel 2022, è guidato dalla voce di Gioia Podestà – già componente dei veronesi You, Nothing. – affiancata da Nick Symoens al basso, Jeroen Huyzentruyt alla chitarra, Walter Marantino a synth e tastiere, e August Corthouts alla batteria.
I Maquillage adottano una formula stilistica fortemente derivativa, che affonda le radici nella new wave anglofona, intrecciando post-punk, dream noise e shoegaze, sottogeneri che negli anni ’80 e ’90 hanno contribuito a ridefinire la sensibilità di certa brit wave.
Il titolo ArMOR – crasi di amor e armor – incarna il concept che attraversa l’intero lavoro: l’amore come sentimento profondo, ma anche come corazza contro la vulnerabilità. Un’ambivalenza che si riflette nella costruzione dei brani, giocata sul contrasto fra rumore e silenzio, sogno e realtà, cielo e terra. Le composizioni evocano insicurezze emotive e difficoltà comunicative, accostate a suggestioni naturali dal valore simbolico e introspettivo (Cosmic Circles, Moon).
L’impianto sonico di ArMOR è attraversato da correnti ronzanti e ritmi pulsanti, dove feedback in cascata, dissonanze ipnotiche e riverberi evanescenti si mescolano a dilatazioni oniriche in stile Beach House e distorsioni fuzz, dando vita a un’atmosfera densa, stratificata e immersiva.
Le dieci tracce, cantate in inglese, scorrono fra eleganti pennellate psichedeliche dal gusto british, che rimandano alle malinconie luminose degli Smiths (Flowers), e oscillano tra dolcezza e tensione, alternando intensità e sospensione. Le ritmiche combinano linee di basso rotonde e pulsanti, chitarre riverberate, suggestioni shoegaze, asperità post-punk dalle sfumature gotiche ed elettronica ambient dai toni uggiosi. Su tutto, si adagia la voce morbida e sussurrata di Gioia Podestà, eterea e costante nel ruolo di guida emotiva.
I riferimenti stilistici sono evidenti: Slowdive, Ride, My Bloody Valentine, Cocteau Twins, fino ai più recenti Alvvays. Una rete di influenze che i Maquillage rielaborano con cura, senza però introdurre deviazioni sostanziali, ricavandone così un wall of sound dall’impronta omogenea ma con uno sviluppo piuttosto prevedibile.
Si passa dai momenti più intimi e ovattati di Cosmic Circles e Moon al vigore deciso di Shadows, dominato da chitarre incisive e ritmi serrati. La chiusura è affidata a Desire, brano che completa l’arco sonoro con un climax strumentale dai toni rarefatti, mettendo in luce i temi della fragilità, dell’amore e dell’autodifesa.
Con ArMOR, i Maquillage aprono dunque un percorso di ricerca ancora in via di definizione. Il gruppo rilegge le proprie influenze con consapevolezza, cercando un registro personale. Come scrive Italo Calvino, “rileggere non è solo ricordare, ma anche rivedere con occhi nuovi”: un principio che guida questo debutto, sospeso tra memoria e la speranza di un’identità più autonoma.
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