Lemon Twigs
Look For Your Mind!
(Captured Tracks)
power-pop, beat 60s, jangly-folk, jangly-rock, surf, Mersey-beat, sunshine pop californiano
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A distanza di due anni da A Dream Is All We Know, restando fedeli ai loro standard pop retrò, i Lemon Twigs tornano con il nuovo album Look For Your Mind!, edito per Captured Tracks e anticipato dai singoli I Just Can’t Get Over Losing You e 2 or 3.
Questo settimo sigillo discografico arriva al culmine di un periodo di intensa attività per i fratelli Brian e Michael D’Addario: oltre ad aver pubblicato un album a nome del solo Brian, Till The Morning, lo scorso anno hanno partecipato a Written By, disco del padre Ronnie D’Addario, e a Playin’ Dumb delle Tchotchke.
Cresciuti a pane e The Beatles, i due cantautori e polistrumentisti statunitensi – Brian e Michael, rispettivamente classe 1997 e 1999 – hanno assecondato e coltivato fin da subito le passioni musicali sixties trasmesse dal padre Ronnie, a sua volta songwriter e musicista. D’altronde, in casa D’Addario, la musica è sempre stata non solo intrattenimento, ma una vera e propria forma di educazione.
Le loro radici affondano dunque nel pop-rock degli anni ’60 e ’70: Beatles, Beach Boys, Big Star, Simon & Garfunkel, Todd Rundgren. A queste si affiancano riferimenti più trasversali, dal glam al boogie, fino al jangle-pop e ad alcune eredità anni ’90 (Jayhawks) e contemporanee (Uni Boys, Sharp Pins, Mod Lang), a dimostrazione di come il loro linguaggio resti ancoràto alla tradizione ma in costante evoluzione.
Da questo retroterra nasce una proposta sonora che i D’Addario definiscono “Mersey-beach”: un connubio tra British Invasion e riflessi californiani, tra Merseybeat e sunshine pop, costruito su melodie power-pop, chitarre squillanti, falsetti e armonie vocali stratificate – talvolta con leggerezza intima ed evocativa, talvolta con effervescenza ritmica.
La formula è ormai consolidata: ritornelli incisivi, arrangiamenti raffinati, riff trascinanti, magia cristallina e malinconia midwestiana riconducibile a Big Star e Jayhawks; una scrittura melodica immediata ma ricercata, intrisa di arpeggi luccicanti, evocativi e sgargianti. Restano centrali la vena agrodolce dettata dallo strumming jangly, la leggerezza acustica delle ballad, gli assoli elettrici misurati e soprattutto le armonie vocali di Brian e Michael.
Se in passato i Lemon Twigs, originari di Long Island, gestivano autonomamente ogni fase delle registrazioni, in Look For Your Mind! aprono il processo creativo a nuove collaborazioni, che contribuiscono a una resa più viva e dinamica. Entrano infatti alcuni membri della formazione live: il chitarrista degli Uni Boys Reza Matin alla batteria, Danny Ayala al basso ed Eva Chambers delle Tchotchke ad arricchire le parti vocali.
All’interno di questa continuità stilistica emergono però nuove sfumature emotive: sotto la superficie luminosa delle quattordici tracce si percepisce una sottile inquietudine e un tono complessivamente più introspettivo. Come osserva Brian: “Penso che quello attuale sia un periodo piuttosto caotico; per questo è importante restare lucidi e cercare di non perdere il contatto con la propria mente”.
Sul piano testuale, il cambiamento riguarda una maggiore attenzione a temi universali come perdita, dubbio e incertezza. La title track, fra psych-rock e suggestioni beatlesiane, introduce timori legati all’evoluzione di intelligenze artificiali che generano dipendenze psicologiche sempre più invasive.
È un invito a proteggere la propria individualità e a recuperare il controllo su se stessi, soprattutto se pensiamo a quanto sia diventato facile, oggi, farsi distrarre e manipolare, e a quanto sia sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.
I Just Can’t Get Over Losing You esprime dolore e nostalgia per una separazione – reale o simbolica – senza definirne chiaramente i contorni. Gather Round invoca invece comprensione in tempi di divisione, mentre il brano 2 or 3 racconta l’insicurezza all’interno di una relazione.
Dal punto di vista sonoro, Yeah I Do unisce forma pop e arrangiamenti orchestrali dal taglio barocco, Bring You Down sviscera un energico intreccio di boogie, rock’n’roll, power pop e jangly-rock sfrangiato. Joy esplora un folk nostalgico, mentre Fire And Gold evolve verso territori psichedelici fino a sfiorare echi barrettiani nell’episodio conclusivo Your True Enemy.
Look For Your Mind! si conferma così un capitolo significativo nella carriera dei Lemon Twigs: un lavoro coerente nell’ispirazione, ma attraversato da nuove tensioni atmosferiche e tematiche. Resta da capire se l’intelligenza artificiale riuscirà mai a sostituire la sensibilità umana.
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