The Black Crowes
A Pound Of Feathers
(Silver Arrow Records)
rock’n’roll, blues, soul, country folk, rhythm & blues, hard rock ’70, southern
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A distanza di due anni Happiness Bastards, disco della riconciliazione tra i fratelli Robinson, i Black Crowes tornano in scena con il nuovo lavoro in studio A Pound Of Feathers, registrato a Nashville con il produttore Jay Joyce e anticipato dall’uscita dei singoli Profane Prophecy, Pharmacy Chronicles e It’s Like That.
Con questo nuovo capitolo, decimo in carriera, i membri fondatori Chris e Rich Robinson (coadiuvati da Sven Pipien al basso, Cully Symington alla batteria, Nico Bereciartua alla slide guitar, Erik Deutsch alle tastiere e Mackenzie Adams & Lesley Grant ai cori) tornano a scavare nei solchi pluriconsumati del rock vintage e a distillare un lovesick blues intriso di vibrazioni anni ’70, continuando lungo quella consueta ed energica miscela di influenze da cui hanno sempre attinto, quando con postura autocelebrativa, quando con vellutata malinconia.
Fra coretti Mersey-beat e funk-blues che rievoca i Rolling Stones di Sticky Fingers (Profane Prophecy), l’album alterna robusto rock’n’roll zeppeliniano e psichedelia blues (Doomsday Doggerel), passando per la passione liberatoria degli assoli e riff stop & go alla AC/DC era Bon Scott (You Call This A Good Time?), fino a un groove hard-blues funkeggiante alla Aerosmith di Get Your Wings (Cruel Streak, It’s Like That, Do The Parasite!). Impossibile non lasciarsi travolgere da tale effervescenza ritmica.
L’impeto si placa nelle ballad dal cuore soul-blues (High & Lonesome), così come nelle atmosfere country jangly-folk e negli inserti slide-blues alla Lynyrd Skynyrd di Pharmacy Chronicles e Queen Of The B-sides. A legare il tutto il carismatico timbro vocale di Chris Robinson, caldo, potente, felino e graffiante come ai bei tempi.
Muovendosi fra lo ieratico e il narcisistico, la band statunitense di Atlanta riparte dall’euforia e dall’ispirazione di Happiness Bastards per affrontare, senza filtri, verità pesanti e dipendenze, diavoli che conosciamo e diavoli che non abbiamo mai incontrato, sottolineando come la libertà arrivi lasciandoci il passato alle spalle e accogliendo i propri demoni, le proprie fragilità, ma anche nuove illusioni.
I Black Crowes sfoggiano il loro inconfondibile pedigree rhythm & blues e una spavalderia disinvolta e sporca alla Shake Your Money Maker, creando un sound diretto e coinvolgente. Ancora grintosi, genuini e sensuali, dimostrano che per loro la musica conta più dei vecchi rancori.
“Abbiamo realizzato il disco in otto-dieci giorni”, racconta Chris Robinson, “abbiamo sperimentato di più, scritto d’istinto e seguendo le sensazioni del momento, pur restando fedeli alla nostra essenza musicale”, descrivendo A Pound Of Feathers come un processo creativo più spontaneo e immediato rispetto a certe soluzioni del passato.
Il titolo A Pound Of Feathers richiama il famoso indovinello britannico: “che cosa pesa di più, una libbra di piume o una libbra di piombo?”. La risposta, naturalmente, è che pesa di più una libbra di blues.
Il nucleo della release ruota attorno a questo contrasto simbolico, leggero in apparenza ma carico di significato ed emotività. Nei testi si alternano bellezza impalpabile e verità pesante, momenti di weightless beauty e heavy truth. Nel finale di Profane Prophecy il verso “pound of feathers or a pound of lead” ritorna più volte, evidenziando non solo il gioco di opposti quanto la difficoltà, oggigiorno, di riuscire a distinguere ciò che è effimero e grottesco da ciò che è davvero importante.
Chris e Rich Robinson sono dei “bastardi felici” che continuano a fare quello che sanno fare meglio, per quanto anacronistica possa sembrare la loro prospettiva. A un certo punto si capisce che non si è più giovani corvi e che il tempo non è infinito. Allora, meglio mettere da parte le divergenze e dare il massimo. D’altronde, si sa, i bei tempi non muoiono mai: “good times never end”.
A Pound Of Feathers è un viaggio tra fallimento e voglia di riscatto, dove passato e presente, ricordi e aspirazioni si mescolano. I Black Crowes ripartono dunque dal loro amore incondizionato per la musica, dando prova di avere ancora frecce al loro arco e di essere una band all’altezza della loro fama.
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