Thunder Bomber
Boys Alive
(Cheat Records, Total 13 Records)
hardcore punk, punk & roll, blues, rock’n’roll, garage rock, power rock
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Dopo cambi di line-up e la pubblicazione di demo, EP, brani per compilation e della raccolta di singoli Dangerous Pills, i mantovani Thunder Bomber approdano finalmente al loro secondo album, intitolato Boys Alive, edito per Cheat Records e Total 13 Records.
Composto e realizzato dalla formazione attuale, a conferma di un affiatamento ormai consolidato, Boys Alive presenta nove brani nati in momenti diversi, tra idee rimaste nel cassetto per anni, composizioni più recenti e tracce rifinite in studio. Il risultato è un lavoro dal carattere deciso, costruito su un groove grezzo e diretto, che restituisce un impatto immediato e incisivo.
Come riportato nel comunicato stampa, il titolo Boys Alive richiama in parte l’opera pasoliniana Ragazzi di Vita, ma è stato scelto soprattutto per il suo suono e per la capacità di evocare l’atmosfera e la genesi del disco. Non si tratta dunque di un riferimento musicale, bensì di un richiamo letterario e culturale che mette in evidenza la vita urbana dei giovani e il loro “sentirsi vivi”, nonostante le sfide quotidiane, i contesti difficili, le complessità relazionali e le dinamiche sociali alienanti.
L’album alterna passaggi in cui la tensione resta incalzante ad altri più introspettivi, psichedelici, lisergici ed evocativi (Empty Hands). In questo quadro, i Thunder Bomber si muovono attorno a una formula DIY ormai collaudata, che intreccia ritmiche comburenti, virtuosismi solistici, riff taglienti e sferraglianti, atmosfere incendiarie e melodie coinvolgenti e dirompenti.
Emergono evidenti influenze britanniche, americane, scandinave e persino australiane: Rolling Stones, Replacements (Sniff And Love), MC5, Buzzcocks, The Hives, The Hellacopters, Social Distortion, The Saints e Joe Jackson in preda a spasmi garage punk (Until The Morning Light).
Il percorso si snoda lungo traiettorie irrequiete, spingendosi dall’hardcore punk melodico al southern blues con armonica (Sniff And Love), dal punk & roll di ascendenza Motörhead al garage punk norreno, attraversando momenti di sfrenato rock’n’roll fino a rallentare in ballad country jangly-folk acustiche (Farewell to The Hot Summer Nights).
Il focus tematico si concentra su giovinezza, sopravvivenza, esperienza emotiva, identità collettiva e resistenza, in piena coerenza con l’immaginario rock e punk. Empty Hands racconta il viaggio interiore di una persona smarrita, attraversata da una crisi spirituale: il protagonista è alla ricerca di un senso e di una guida – rappresentata da Gesù – senza riuscire a comprendere appieno ciò che sta realmente cercando.
A Little Sadness, invece, esprime in modo silente e profondo la frustrazione di chi ricade continuamente negli stessi errori, rifugiandosi in abitudini autodistruttive, in vie di fuga temporanee come l’isolamento, i luoghi familiari e l’uso di sostanze: comfort zone che, col tempo, si trasformano in vere e proprie gabbie.
Pertanto, se il passato si rivela spesso come una presenza ingombrante da cui non si esce indenni, come diceva Manuel Agnelli, affiora comunque il desiderio di affrontare il cambiamento e le sue inevitabili conseguenze.
Per questo, i Thunder Bomber sono ancora in giro e, soprattutto, come suggerisce il titolo dagli echi Ramones, sono ancora vivi e lottano insieme a noi. E questo disco ne è la prova.
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