Barabba: recensione di Primo tempo

Primo tempo non è solo il debut album dei Barabba, ma anche la ricerca di un suono contemporaneo, una sorta di trip hop fuso con un cantautorato indie dalle tinte dark.
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Primo tempo non è solo il debut album dei Barabba, ma anche la ricerca di un suono contemporaneo, una sorta di trip hop fuso con un cantautorato indie dalle tinte dark.

In attesa di duettare con Donatella Rettore nella prossima edizione del festival di Sanremo, la cantautrice romana Ditonellapiaga manda alle stampe Camouflage: un mix poliedrico, sfrontato e malinconico tra elettronica, raeggeton, hip-hop, disco-funk e cantautorato.

L’ambizioso progetto dei Caveleon di mettere insieme 3 EP diversi per dare origine a un unico e rappresentativo album è l’esempio di come puntare in alto sia l’unica direzione possibile per creare qualcosa di unico.

RENEE, nome d’arte di Renato D’Amico, dà alle stampe un album d’esordio che si muove tra la canzone d’autore, quella pop e l’elettronica.

A distanza di nove anni dal precedente lavoro solista, Roberto Angelini è tornato a firmare la sua musica con un disco tutt'altro che omogeneo: 12 brani legati dal sottile filo rosso dei ricordi e della malinconia.

Pier Cortese torna in veste solista con l'album Come Siamo Arrivati Fin Qui: un viaggio nella canzone d’autore attraverso un percorso introspettivo e malinconico.

Per li amanti delle soundtrack di fantascienza anni '70 e dei Kraftwerk è impossibile lasciarsi sfuggire The Man From The Lab di Paolo F. Bragaglia & Ganzfeld Frequency Test.

Oblivion è il nuovo album dei Deleted Soul, progetto elettronico-psichedelico capitanato dallo storico produttore dub Alberto Tucci in arte Tuzzy: uno spartito fusion di contaminazioni dub, trip-hop, trance-disco, chill out e ambient.

Nights in North Sentinel è il nuovo disco dei Cult With No Name, un vero e proprio revival di tessiture sintetiche targate anni '80.

Per gli amanti delle contaminazioni assolutamente imperdibile Gibbone, il nuovo Ep degli I Hate My Village. E l'intervista a Fabio Rondanini.

Departure Tapes si sviluppa all'interno di un impressionismo elettronico dai contorni sfuggenti, riflettendo la personalità introspettiva di Giancarlo Erra e immergendosi lentamente in un’atmosfera onirica, malinconica e spirituale.

Con questo nuovo capitolo discografico, gli Zement si proiettano alla volta di scenari sconosciuti, multiformi e retrofuturibili, pur mantenendo intatto il proprio background di matrice krautrock.

Inseguire un sogno a volte vuol dire anche fare i conti con il suo lato effimero. In Mirages, Kaouenn ne prende atto, sfruttando il tutto a suo vantaggio.

Torna Richard Barbieri con Under the Spell, un viaggio musicale e sonoro che si esprime fra sperimentazioni elettroniche, divagazioni ambient ed echi jazz.

Un progetto, quello di Uhuru Republic, che va ben al di là della mera produzione di un disco, ma che si fa ponte tra due paesi e due culture.