Caveleon: recensione di Sometimes I’m Still Drowning

L’ambizioso progetto dei Caveleon di mettere insieme 3 EP diversi per dare origine a un unico e rappresentativo album è l’esempio di come puntare in alto sia l’unica direzione possibile per creare qualcosa di unico.

Caveleon

Sometimes I’m still drowning

(LP, Costello’s/Believe Digital)

folk, indie, elettronica

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SOMETIMES I'M STILL DROWNING_recensioneI Caveleon nascono dall’incontro fra il compositore polistrumentista e cantautore Leo Einaudi, la cantautrice Giulia Vallisari, il compositore Federico Cerati e il batterista Agostino Ghetti. La loro unione ha come obiettivo creare un sound inedito e suggestivo, in bilico tra atmosfere folk, indie e rock immerse in sonorità elettroniche, sempre con un occhio di riguardo a una certa vena cantautorale. Ma la loro ambizione non si ferma qui e, trovata la quadra a livello musicale, si lanciano in un progetto molto più grande: pubblicare tre EP che andranno a comporre il loro album d’esordio.

Nasce così Sometimes I’m still drowning, una sorta di moderno Frankenstein formato da tre EP distinti, usciti tra marzo e settembre 2021, che trattano temi diversi, ma che solo visti nell’insieme di un’unica release assumono il loro reale significato. A partire dal titolo, che prende forma uscita dopo uscita.

Sometimes è il primo capitolo della trilogia ed è il risultato di un’immersione nella natura del singolo, un viaggio in un luogo sicuro, ma in continuo mutamento. Sometimes I’m still è invece dedicato all’intimità umana, un percorso fatto di mille domande che non sempre trovano una risposta, ma che in questa incertezza regala anche una certa libertà. E infine l’ultimo EP che porta alla quadratura del cerchio e all’uscita del disco vero e proprio.

Sometimes I’m still drowning è il concetto che sta alla base e che racchiude i significati di tutti i brani. Ogni tanto ci si sente ancora annegare nelle paure e nella grandezza di ciò che ci circonda. Ma proprio questo annegare ci fa vivere ogni cosa, inclusa la musica, in modo più totalizzante e alla fine anche le emozioni più contrastanti, fuse in questa specie di unico brodo primordiale, trovano il loro posto e la loro ragion d’essere.

Viste nel loro insieme, le tre produzioni si amalgamano e fondono sapientemente a creare un universo dalle mille sfaccettature, che si rispecchiano anche nella fusione dei generi musicali che danno origine al loro suono. Un suono semplice ma raffinato, immaginifico, pronto a portarci in posti nuovi a ogni traccia.

Con Sometimes I’m still drowning i Caveleon hanno dimostrato che saper osare ripaga. Non solo nell’ambizioso processo creativo, che in 7 mesi li ha portati a realizzare 3 lavori diversi ma capaci di coesistere in modo tale da realizzarsi davvero solo nella loro interezza, ma soprattutto nella ricerca di un suono rappresentativo, dal sapore internazionale, d’avanguardia ed evocativo.

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Simona Fusetta
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