Kula Shaker: recensione di Natural Magick

Sì, i Kula Shaker hanno mantenuto fede al loro proposito di realizzare i sogni dei fan della band. Natural Magick è il loro ritorno alle origini.

Kula Shaker

Natural Magick

(Strange F.O.L.K LLP)

rock, psichedelia, indie, pop

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I Kula Shaker sono tra le poche band che hanno superato indenni la sfida del tempo. Nati all’epoca del Brit pop, quando l’Inghilterra era una vera e propria fucina di talenti, hanno vissuto momenti di altalenante fortuna, ma sono tornati a essere una realtà consolidata, con il suo affezionato pubblico pronto ad accogliere a braccia aperte ogni nuova uscita.

Natural Magick, settimo album in studio del quartetto londinese, nasce sotto i migliori auspici. A meno di due anni dal precedente 1st Congregational Church of Eternal Love and Free Hugs, riprende lo stesso stile compositivo degli esordi e soprattutto rivede la line up originale, con Jay Darlington alle tastiere, che dopo lo scioglimento del gruppo si era unito agli Oasis. Il buon proposito di Crispian Mills di realizzare i sogni dei fan sembra destinato a diventare realtà.

Gli elementi per un disco in puro stile KS ci sono tutti ed emergono evidenti traccia dopo traccia: Gaslighting, Waves e la title track sono pezzi scanzonati, che fanno venire voglia di ballare e di essere felici. Incarnano alla perfezione l’amore per una certa leggerezza di vivere che caratterizza le loro ultime produzioni.

C’è poi la fascinazione per l’India, presente nel secondo quanto azzeccato singolo estratto, Indian Record Player, e nel suo omaggio a Bollywood, nei versi in Hindi di Chura Liya (You Stole My Heart) e in ogni fibra della splendida Happy Birthday, il perfetto mix tra musicalità indiana, rock e psichedelia, da sempre tratto distintivo della band inglese.

Ci sono i brani di rottura, quelli di denuncia al consumistico e dispotico mondo moderno, che ci intrappola nelle sue maglie facendoci combattere delle guerre non nostre (IDONTWANNAPAYMYTAXES e F-Bombs).

E infine le love ballad, intrise di misticismo e magari un po’ stucchevoli (come nel caso di Whistle And I Will Come), ma sempre belle da ascoltare, come in quel finale un po’ fuori dal tempo in stile ‘50s che ci regala Give Me Tomorrow.

Natural Magick è l’ennesima riconferma del fatto che i Kula Shaler sanno fare della gran musica e personalmente non vedo l’ora di sentire in brani di questi ultimi due album dal vivo (basterà attendere maggio, quando saranno a Milano e a Roma per due date). Forse questo lavoro non sarà ricercato e sofisticato come il precedente, ma è di sicuro quello che lo stesso Mills si auspicava: un tassello nella loro missione di diffondere amore, pace e comprensione. Nella speranza che l’amore, fonte di ogni potere spirituale, ci connetta grazie alla musica per regalarci una realtà più felice e spirituale.

 

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Simona Fusetta
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