Andrea Van Cleef
Horse Latitudes
(Rivertale Productions)
folk, blues, country, americana
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Horse Latitudes è il quarto lavoro solista del songwriter bresciano Andrea Van Cleef. Un album che risente di due tempi e due luoghi diversi di registrazione, il Texas e l’Italia, ma che riesce a combinare i differenti aspetti di questo artista mantenendo intatto il suo personalissimo stile, un mix di folk, blues, country con l’aggiunta di un tocco europeo.
Le prime sessioni di registrazione del disco hanno infatti luogo durante il tour texano di Van Cleef e vedono la partecipazione di diversi esponenti della scena locale. Ne nascono brani dalle strutture country, folk e blues che vengono finalizzati in Italia con la collaborazione dei musicisti di una vita. Qui prende corpo il lato più europeo di questo autore, che riesce comunque ad amalgamare il tutto in un suono che vanta mille sfaccettature, l’eco di mondi lontani.
La voce profonda di Van Cleef si cala di volta in volta in atmosfere più dark o più gioiose, ma risulta subito chiara la sua fascinazione per la cinematografia western, che in tracce come The Longest Song o Love Is Lonely si trasforma quasi in un luogo fisico, come a rappresentare l’ambientazione della canzone stessa. Combinandosi con la musica folk, permette all’artista di riflettere sul significato dell’esistenza e del proprio percorso attraverso un immaginario denso di simboli, di rimandi a un mondo che ci appartiene e al tempo stesso sentiamo così lontano.
Horse Latitudes è un disco omogeneo e coerente, che segna una svolta nella carriera di Andrea Van Cleef. Una sorta di ponte tra America ed Europa, un immaginario botta e risposta tra Johnny Cash e Mark Lanegan nel quale immergersi alla scoperta di latitudini lontane, per scoprire poi alla fine di non essersi allontanati da casa così tanto come pensavamo.
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