Rainbow Bridge: recensione di Drive

Gli italianissimi Rainbow Bridge sembra abbiano fatto un patto con il passato, soprattutto con quelli che furono gli anni '70.
News e recensioni di artisti e dischi rock.

Gli italianissimi Rainbow Bridge sembra abbiano fatto un patto con il passato, soprattutto con quelli che furono gli anni '70.

Da un manipolo di musicisti veterani dell'underground romano nasce Il Ciclo di Bethe. Novecento è il disco d'esordio, che raccoglie ospiti di lusso e che altro non è che una raccolta di sogni infranti, 13 brani che trasudano insofferenza per un mondo dominato da economia e finanza.

Pier Gonnella è un chitarrista e produttore di lungo corso e 667 - il suo secondo lavoro solista - scorre via che è un piacere e ti dà la voglia di riascoltarlo dopo che è terminato. Virtuosismo al servizio della canzone.

The Elephant man è una sorta di supergruppo di artisti italiani alternative. Tra i solchi di Sinner si nota una cupezza di fondo non indifferente, come se una cappa di grigio opprimesse la testa dei musicisti. Buona la prima.

Con Every Loser, Iggy Pop - l’iguana più famosa della storia del rock - è ritornato a graffiare e a fare male, contornato da musicisti di un livello clamoroso.

I Zagara riescono a suonare una musica che è, allo stesso tempo, romantica, dura, industriale, elettronica e melodica.

Il power trio Trauma rimane sempre una delle entità migliori che la musica rock / post-hardcore conosca. E il nuovo EP Mea Culpa ne è la dimostrazione lampante.

Fabio Ruta racconta l’epopea dei Rolling Stones con due volumi, uno storico e l’altro ricco di interviste a musicisti e giornalisti italiani.

Thomas Frank Hopper riesce a coniare molto bene la sua passione per il blues con lo spirito rock alternativo degli anni Novanta.

Con Che La Testa Ti Sia Lieve, i Rough Enough ci danno una scossa di adreanalina e picchiano duro dall'inizio alla fine.

Lo sciamanico Astbury e l'inossidabile Duffy ancora insieme sotto il sole di mezzanotte. Nel nuovo album, Under The Midnight Sun, i Cult suonano i Cult.

Con Fulmini gli Zagreb realizzano un album 'alla vecchia': presa diretta e scarso utilizzo di sovraincisioni e diavolerie da studio.

In questo nuovo capitolo discografico, il cantautore romano Emilio Stella ci racconta le profondità del suo mare, con rabbia, intimismo e speranza.

La band marchigiana The Rootworkers prende in prestito una metafora musicale per raccontare, a ritmo di blues, una vita fatta di costanti inizi e interruzioni.

Se cercate un album in cui si trovino al suo interno tracce di stoner, grunge, rock e post rock e chi più ne ha e più ne metta, Crown Shyness degli italianissimi A Violet Pine fa decisamente al caso vostro.