Zagara: recensione di Duat

I Zagara riescono a suonare una musica che è, allo stesso tempo, romantica, dura, industriale, elettronica e melodica.

I Zagara riescono a suonare una musica che è, allo stesso tempo, romantica, dura, industriale, elettronica e melodica.

Shoelace dei Madness At Home, è clamorosissima mazzata sui denti che funge da vero e proprio biglietto da visita per il trio romano.

Quando il 2022 sembrava già aver espresso i suoi verdetti inequivocabili, ecco che arriva a sparigliare le carte questo disco dei Diamarte che si rivela un’altra bella boccata di ossigeno per il rock italiano. Transumanza è un lavoro che accarezza i capisaldi del rock alternativo tricolore.

Il giorno che verrà è il quarto disco solista di Cristian Mondini. Nella piena tradizione dei cantautori italiani, anche l’artista bresciano ha descritto nel suo intenso nuovo lavoro tutto quello che ha visto e vissuto in questi anni.

I Duocane rappresentano una delle realtà più interessanti che l’Italia del sottobosco underground ha tra le proprie fila.

Il power trio Trauma rimane sempre una delle entità migliori che la musica rock / post-hardcore conosca. E il nuovo EP Mea Culpa ne è la dimostrazione lampante.

Raffaele Spidalieri è uno di quegli artisti che andrebbe scoperto da parte di chi pensa che il cantautorato in Italia sia terminato da anni. In realtà non è proprio così ed Il Segno Dell’Acqua, ce lo ricorda in maniera quasi prepotente.

Non ci si emozionava così tanto da tempo immemore e grazie agli O.R.k. abbiamo capito che vi è ancora speranza di trovare musica di qualità che ha nel suo DNA la forza di poter durare nel tempo e rimanere immortale.

Meglio tardi che mai? Dessau è l'album perduto dei maestri dello slowcore, i Codeine.

I The Bankrobber con Lighters And Lovers non realizzaziono solo una operazione-nostalgia sulla new wave, ma 11 ottime canzoni.

Thomas Frank Hopper riesce a coniare molto bene la sua passione per il blues con lo spirito rock alternativo degli anni Novanta.

Con Che La Testa Ti Sia Lieve, i Rough Enough ci danno una scossa di adreanalina e picchiano duro dall'inizio alla fine.

Bentornati Megadeath! Le quattordici canzoni che troviamo in questo The Sick, The Dying…And The Dead! sono suonate in modo ineccepibile.

Con Fulmini gli Zagreb realizzano un album 'alla vecchia': presa diretta e scarso utilizzo di sovraincisioni e diavolerie da studio.

Al nono lavoro, omonimo, i The Mars Volta si danno una calmata e mettono su disco una manciata di brani dall'atmosfera più che rilassata.