Savelli – Zanotti: la recensione di Italian Kidd

Con Italian Kidd Alex Savelli e Ivan Zanotti - due veterani del settore - si cimentano in un esperimento decisamente interessante.
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Savelli – Zanotti

Italian Kidd

(Radici Music Records)

rock

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Savelli Zanotti_Italian KiddDi questi tempi non si può dire che il rock italiano goda di cattiva salute. Anzi, ad essere sinceri, lo stato del paziente appare più che buono, quasi vicino ad una condizione ottimale. A conferma di quanto detto arriva questo sorprendente lavoro a firma Alex Savelli e Ivan Zanotti, due veterani del settore che si cimentano in un esperimento decisamente interessante.

Andiamo con ordine.

Per chi non conoscesse i due musicisti in questione, allora è giusto fare un piccolo ripasso sul tema. Alex Savelli, oltre ad essere un polistrumentista e produttore, ha collaborato nel corso della sua carriera con gente, tanto per fare qualche nome, come Guccini ed Eddie Kramer.

Ivan Zanotti, invece, è attualmente il batterista di Loredana Bertè, ma lo è anche in sede live di Ligabue.

Entrambi hanno deciso di mettere in piedi un progetto assolutamente di qualità, visto che Italian Kidd è un disco in cui ci sono ben quindici canzoni che sono cantate da artisti nostrani come Luca Fattori, Luciano “Luiss” Luisi (Bandabastard), Massimo Danieli , Jeanine Heirani (Nostress), Michele Menichetti (La Gabbia), Teresa Iannello, Lorenzo Giovagnoli (Odessa), Valentina Gerometta (Zois), Francesco Grandi e Omar Macchione (Qvintessence), Frederick Livi (Crownheads).

In pratica le undici voci che si sono presentate dietro al microfono fanno parte del mondo underground italiano a dimostrazione di come nel sottobosco tricolore ci sia tanta roba interessante.

I brani, poi, sono un crogiuolo di stili. Si va dal funky anni 70 di Loud Mouth Went Crazy, al torrido hard blues di Dogman, passando per la bucolica e zeppeliniana The Shepherd. Ogni traccia è arricchita da arrangiamenti particolari e ti regala quel senso di gioia che raramente si riesce a trovare negli album odierni. Per conferma basta ascoltare Dead End che si apre in sede di ritornello con delle melodie forti e dei cori possenti.

Ci sono momenti anche veloci che sfociano in tentazioni quasi glam (Take Me Back) o in cui si omaggiano i T-Rex (Spears). Sembra quasi di assistere a una lettura del vocabolario della storia del rock in cui è il duo a decidere in quale direzione andare con i cantanti che si mettono al servizio dei capi recitando benissimo il loro ruolo.

Non vi sono filler o tempi morti in questo Italian Kidd, sebbene la lunghezza sia un tratto forte. Al giorno d’oggi ci vuole coraggio a scrivere e a mettere in lavorazione un disco composto da oltre settanta minuti di musica. Nel caso di specie si può tranquillamente affermare che Savelli e Zanotti hanno superato in totale scioltezza un esame davvero difficile.

Per credere a quanto detto si può dare ascolto a The Bat From Wuhan per capire come lo spirito di Alice Cooper e la durezza primordiale dei Motley Crue si siano fusi in una cosa sola. Disco semplicemente strepitoso.

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Francesco Brunale
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