Flyying Colours: recensione di You Never Know

Se vi piace mandare la vostra testa tra le nuvole... You Never Know - il nuovo disco dei Flyying Colour - è quello che fa per voi.

Se vi piace mandare la vostra testa tra le nuvole... You Never Know - il nuovo disco dei Flyying Colour - è quello che fa per voi.

Con Paranoid-Critical Method, i molisani Blind Ride hanno intessuto un disco più d’atmosfera rispetto al precedente, mescolando fitte trame di velluto gotico, vigore new wave e psichedelia garage punk.

I Depeche Mode sono tornati. Memento Mori è un disco che ci fa ripiombare negli '80 e '90 e spazza via tutti i timori sul futuro (e sul presente) della band. O quasi.

I dolori del giovane Grant nel nuovo album firmato The Sea At Midnight. We Share The Same Stars veleggia tra ballad oscure e irresistibili richiami eighties.

In questo Kindergarten Part II gli Stain portano avanti il concept dell’asilo elaborato nel loro primo capitolo, del 2021, in un’ottica di maturità ed evasione.

The Elephant man è una sorta di supergruppo di artisti italiani alternative. Tra i solchi di Sinner si nota una cupezza di fondo non indifferente, come se una cappa di grigio opprimesse la testa dei musicisti. Buona la prima.

I The New Death Cult fanno le cose semplici e per bene. Le loro chitarre viaggiano che è un piacere e le canzoni hanno delle melodie interessanti. E come se non bastasse, Supernatural è pieno di potenziali singoli.

Void | Void dei palermitani The Hysterical Sublime è la perfetta sinergia fra synth pop, progressive e ambient. Un disco con una forte personalità. Imperdibile.

I Marrano di Carne Ossa sono così come li senti: puri, sinceri e senza fronzoli. E con i piedi magnificamente piantati nell'alternative rock dei '90.

Con Cracker Island i Gorillaz di Damon Albarn ribadiscono in maniera convincente quella che è la loro identità pop alternativa, dando vita a una poliedrica, elegante e godibile centrifuga bio di suoni e contaminazioni adatta per tutte le stagioni e latitudini.

L'album d'esordio degli Animanoir è un concept sulla caducità dei sentimenti e dei rapporti interpersonali, in cui ballate d'atmosfera si alternano a grintose e accattivanti pulsazioni hard rock.

Steve Stoeckel, conosciuto soprattutto per essere il bassista degli Spongetones, ha deciso con il suo esordio da solista, dal titolo The Power Of And, di provare a rievocare atmosfere e sonorità tipiche degli anni '60.

Dietro al monicker Hollentor troviamo un chitarrista esperto e profondamente amante delle sonorità metal come Glen Poland, che con Divergency si diverte ad ospitare una serie di musicisti di lusso in ambito metal e dintorni.

Con This Stupid World gli Yo La Tengo tornano a raccontare le contraddizioni di un presente in perpetuo cambiamento, alternando ritmi motorik, saturazioni country-noise e melodie sussurrate.

Il nuovo EP del collettivo italo-berlinese Il Wedding Kollektiv - guidato da Alessandro Denni - nasce in collaborazione con il fumettista romano Andrea Frittella e fonde musica visionaria e immagini evocative.