Onceweresixty: recensione di Loco Sunset Boulevard/Ghetto Blast Noise Machine

Un doppio EP marca il ritorno del trio Onceweresixty e del loro strano psych-folk-pop.
I Cd ascoltati per voi (a tutto volume), valutati da noi

Un doppio EP marca il ritorno del trio Onceweresixty e del loro strano psych-folk-pop.

Lamana è l'album d'esordio dei FusaiFusa: un mosaico suggestivo e spirituale di sonorità mediorientali e afrobeat, ritmi maghrebini ed elettronica, sufismo e contaminazioni sub-sahariane.

Four Corners è il terzo disco di Carlo Rizzolo: melodia, cori, arrangiamenti sono tutti perfetti e pare di essere ripiombati a fine anni sessanta quando certe sonorità erano all’ordine del giorno.

Solo, pseudonimo dell’artista salernitano Giuseppe Galato, dopo 5 singoli già prodotti negli ultimi anni pubblica The importance of words, il suo primo disco solista tra art rock, psichedelia, dream pop ed elettronica.

Tra i veterani della scena underground italiana che operano con passione nell’immenso ginepraio dell’hard rock ci sono sicuramente i Nagual.

Alti e bassi per Dark Matter, il ritorno sulle scene dei Pearl Jam. Il bilancio? Scopriamolo insieme.

La leggendaria rock band scozzese Gun torna in scena con il nuovo album Hombres, un inno a quel sound dal timbro marcatamente hard-blues che poggia le sue fondamenta negli anni '70 e '80.

Tornano i Tre Allegri Ragazzi Morti e lo fanno con un album superlativo: con Garage Pordenone ci regalano una manciata di nuove canzoni che suonano un po' come il sunto della loro carriera.

Con Canzoni Per L'Inverno, Massimiliano Potena prova a raccontare le stagioni della sua vita, tra memoria e prospettiva, mescolando cantautorato italiano e suoni di matrice indie-rock e brit-pop.

A distanza di sette anni dalla pubblicazione di Damage and Joy, i fratelli Reid dei The Jesus and Mary Chain tornano con Glasgow Eyes.

Lo straordinario ritorno in full-lenght dei romani Frank Never Dies. Red Moon Rising inchioda all'ascolto con un lisergico mix di psichedelia '70 e post rock dalle tinte oscure.

Da Toronto il suono magico e lacerante di The Shadow Majlis, dream team di lusso tra leggende della musica contemporanea e artisti d'eccellenza accolti da ogni parte del mondo.

C’era molta attesa per il nuovo lavoro di Thomas Frank Hopper, musicista belga legato con un filo indissolubile a musicisti del periodo d’oro come Jimi Hendrix, Cream e Blue Cheer.

Dopo più di 40 anni di onorata carriera gli Einstürzende Neubauten non fanno più paura. E non lo fa nemmeno Rampen (apm: alien pop music), il loro ultimo disco. Ed è meglio così, datemi retta: il disco è un'esplosione di raffinata creatività.

Cult Black Venus, ovvero i disagi di un'infanzia solitaria in Siberia. Perfume è un viaggio nei meandri dell’inquietudine, che canta di amore e morte, definendo attimi di terrore che non sempre sono solo frutto dell’immaginazione.