May Gray: recensione di Fragili

Terzo disco per i rocker modenesi May Gray, album che scandaglia le debolezze umane con cui fare i conti nella quotidianità instabile e, tuttavia, accettarle trovando nuovi punti di riferimento.

May Gray

Fragili

(Mendaki Publishing)

pop rock, alt rock

_______________

Il terzo disco dei modenesi May Gray è incentrato sui nostri momenti più Fragili, analizzati attraverso 7 brani elettrici inediti, ricchi di vibrazioni, e lo strumentale introduttivo che dà il titolo all’album.

Fin dagli esordi di Londra, il punto di riferimento della band fondata da Paolo Rossi, cantante e chitarrista dei May Gray, è stato il grunge, ammansito dalle influenze anni 90 del rock italiano con cui è cresciuto, virando per una linea melodica chiara ed orecchiabile dando sfogo alle chitarre distorte. Con la nuova line-up del secondo album Ritorno al Sereno e questo nuovo disco i May Gray sono riusciti a mentenere una costanza sonora fatta di ritmiche veloci, suoni ruvidi e un cantato avvolgente, con poche iniezioni elettroniche.

Respirare, Polvere e (Ho Rotto le) Catene sono canzoni che spingono attraverso ritornelli amabili e riff frementi, non esageratamente irruenti, mentre Insieme Ancora intermezza la seconda metà del lavoro grazie ad una tenue ballad, e poi si riparte con grinta con Qui, Resta Qui e Adesso o Mai Più. Nel mezzo di questi due brani c’è un altro brano che parte leggero, Chiedimi, che va in crescendo.

L’idea dell’album è quello di non farsi trascinare dall’ansia e nervosismo, ma trovare la pazienza di fermarsi ad analizzare i momenti difficili che ci stanno trascinando nel caos e capire come uscirne. Il lockdown e quanto derivato dalla pandemia ha veicolato frustrazioni e rabbia a molte persone, ma le canzoni dei May Gray invitano non soltanto a trovare la lucidità, ma anche il sostegno di chi può stimolarci a riprendere in mano la nostra vita, magari cambiando percorso e punti di riferimento.

La band ha rimesso le sue canzoni nelle mani di Marco Bertoni, il produttore artistico bolognese che li ha seguiti dal primo album e li ha portati a mixare i brani di Fragili presso il PS1 Studio di Gianni Gitti ad Ozzano. “Impareremo a dare luce ai nostri giorni spenti e fragili”: il messaggio che i May Gray ci offrono è quello di imparare ad accettare i nostri limiti e la nostra fragilità, nulla di cui vergognarsi perché ci rende umani e sensibili.

 

Facebook: maygrayband

Gli ultimi articoli di Luca Paisiello

Condivi sui social network:
Luca Paisiello
Luca Paisiello
Articoli: 481