Christabel Dreams: recensione di Flowers For Ghosts

Nel nuovo album dei romani Christabel Dreams: un'amabile voce da modern crooner si poggia aulicamente su tastiere rigogliose e ritmiche incalzanti. Flowers For Ghosts è un concentrato perfetto di suoni e colori new wave sui canovacci dei migliori capitoli eighties.

Christabel Dreams

Flowers For Ghosts

(Swiss Dark Nights)

new wave, synthwave, darkwave

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Senza dubbio, tra le tante realtà in circolazione in questo momento piuttosto ricco di proposte discografiche (buone e sorvolabili), si distinguono, per intensità e valore espressivo, i romani Christabel Dreams, impegnati in un recupero intelligente e sincero della vecchia, cara new wave contaminata da suggestioni synthwave e darkwave.

A quasi tre anni di distanza da Our Kind Of Place, convincente esordio in full-lenght su Wave Records, la band torna ad accarezzarci l’udito con Flowers For Ghosts, un disco caldo, pastoso, nostalgico e latentemente cupo appena uscito per l’etichetta svizzera Swiss Dark Nights.

I Christabel Dreams, composti in origine da Emmanuele Viola (basso), Christian Gatti (voce) e Federico Viola (chitarra), raggiunti qualche anno più tardi da Francesco Mignogna alla batteria, conoscono un periodo di grande attività a cavallo delle prime due decadi del nuovo millennio che frutta loro numerosi live in giro per l’Italia, il favore della stampa specializzata e l’uscita di due EP autoprodotti dominati da ritmiche post-punk e liriche assai suggestive, fin quando non incappano in una complessa fase di crescita e mutazione con tanto di esigenze stilistiche divergenti, è qui che capiscono di essere giunti al capolinea, almeno per ora.

Per fortuna infatti esistono anche storie a lieto fine, è il 2020 quando Emmanuele, nel frattempo cimentatosi nello studio e nell’utilizzo dei synths, propone a Christian di ricominciare dal punto esatto in cui si erano fermati, l’entusiasmo è tale da produrre nel giro di pochi mesi il loro debut album seguito da una di quelle sorprese che accadono solo quando si verifica il famigerato allineamento dei pianeti, ovvero il rientro in pianta stabile di Francesco Mignogna (già batterista dei Date at Midnight) dietro le pelli.

Registrato da Valerio Lundini al Black Tape Studio di Roma e Francesco Grammatico al Jungle Music Factory di Tivoli, mixato e masterizzato da Edoardo Pellizzari all’Overdrive Recording Studio di Castello di Godego (TV) e introdotto dal pregevole artwork del fotografo Valerio Oddi, con Flowers For Ghosts il trio romano mira ad incuriosire e introdurre un pubblico sempre più vasto nel circuito new wave adottando a tal scopo una serie di oculati accorgimenti come i campionamenti ad hoc per gli effetti acustici della batteria, il suono meno angolare del basso, le tastiere ispirate alla synthwave, le ritmiche pressanti e un timbro vocale dal chiaro sapore eighties, i paesaggi sonori che ne derivano risultano più fumosi e introspettivi rispetto al passato ma l’ariosità di certi episodi sovrasta di gran lunga il chiaroscuro dell’insieme.

Una fioritura di brani atmosferici e godibilissimi, l’uno si schiude nel momento esatto in cui appassisce il precedente, una catena di fiori (tanto per citare i Cure che a tratti appaiono come lontana ispirazione) capace di stringere chi ascolta in un abbraccio rassicurante e carezzevole, otto brani intensi, eseguiti ed interpretati a regola d’arte, dove si narrano storie di amori lontani (da qui la latente malinconia sparsa ovunque), amori fugaci e amori immaginari spesso prediletti proprio per il fatto di non averli vissuti nel quotidiano restando quindi cristallizzati come chimerici rapporti ideali.

Al suono tondo ed avvolgente di tracce come The Living Dead, Never Alone e When I Close My Eyes, primo singolo estratto dalle aperture strepitose, si alterna il pop estatico della closing song, New Year’s Eve, dal cantato dolcemente distorto e il tiro sintetico della  martellante My Favorite Sin governata da un portentoso giro di basso à la Killing Joke.

A chiudere il cerchio la hit single per eccellenza, parlo della splendida Pigs accompagnata da un video inquietante quanto basta che induce a riflettere sui delicati e a volte perversi rapporti con il mondo esterno, il suono accattivante sorretto da un sostenuto tappeto ritmico e un arrangiamento incantevole regala allo strepitoso solo di sax un finale di gran classe.

I Christabel Dreams hanno una peculiarità, rara e preziosa, quella di scrivere brani che arrivano dritti al cuore e rimangono in testa per giorni interi perché in Flowers For Ghosts è racchiuso il cuore di tre musicisti innamorati della melodia, dei ritmi al servizio di orchestrazioni congeniali e non ultimo dei dettagli che, se ci pensate bene, nella musica come nella vita, rappresentano il tutto.

 

https://www.christabeldreams.com/

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