Outrage: recensione di Everybody is bad in someone’s story

Se è un’oasi di tranquillità e contemplazione, quella che state cercando, non è negli Outrage che potrete trovarla.

Se è un’oasi di tranquillità e contemplazione, quella che state cercando, non è negli Outrage che potrete trovarla.

I Roué esordiscono con Eastwest / Remote, 6 tracce dall’appeal psichedelico ed introverso, che viaggiano attraverso l’isolamento inteso come spazio personale.

A distanza di sette anni dalla pubblicazione di Damage and Joy, i fratelli Reid dei The Jesus and Mary Chain tornano con Glasgow Eyes.

Cult Black Venus, ovvero i disagi di un'infanzia solitaria in Siberia. Perfume è un viaggio nei meandri dell’inquietudine, che canta di amore e morte, definendo attimi di terrore che non sempre sono solo frutto dell’immaginazione.

Tommaso Varisco col suo These Gloves per poter fiorire ha dovuto guardare all'indie-folk americano, ma lasciandosi ispirare dai paesaggi della Lapponia.

Ecco l'esordio degli Sky Lions: Inside the Circle è un tortuoso labirinto dal fascino oscuro, dove l’identità trans/queer e l’horror si uniscono per andare a dipingere un ricco arazzo sonoro.

I Drama Emperor sono ben consci di cosa vogliono comunicare e come vogliono farlo, tra post-punk, darkwave, tinte ombreggiate dai contorni sfocati e chitarre romantiche.

L'Ypsigrock anche quest'anno ci ha regalato un'atmosfera rilassata e tantissima ottima musica. Un festival così è un bene prezioso: le band ci arrivano volentieri da ogni dove, così come il pubblico. Ecco com'è andata l'edizione 2023.

Con I Inside the Old Years Dying, l’intento di PJ Harvey è quello di mettere in musica quelli che sono i suoni della natura, creando così un’atmosfera inquietante quanto misteriosa e mistica.

Dalla Gallura arriva Daniela Pes. Il suo Spira è un album in cui si respira un’aria lugubre, desolata, un senso di angosciata spiritualità, un arcaico e viscerale attaccamento alla terra natia.

Bassi golosi dai fraseggi pulsanti, tastiere danzerecce '80 e una voce suadente e sensuale che ricorda il miglior David Sylvian ci addentrano nel mondo di Valente.

Seppure al loro debutto, gli Emil Moonstone & the Anomalies sono dei veterani della scena post-punk bolognese. Naked is man upon the earth è un disco carico di significati emotivi, esistenzialisti e malinconici.

Doom, ambient, eternal wave e trip hop, vari i generi da nominare per definire e caratterizzare le influenze del Bosco Sacro.

Il mondo di Nero Kane è fatto di preghiere, di raccoglimento, di romanticismo e nichilismo, è immerso in un colore grigio.

Con i Death Cat in a Bag non ci troviamo solo di fronte a musicisti con doti strumentali innegabili, bensì davanti a una band (e a un disco) in grado di raggiungerci con una valanga emotiva, evocativa, poetica e teatrale di grande levatura.