U2: recensione di Days Of Ash

Dolore, impegno e tensione emotiva: gli U2 tornano con l'EP Days of Ash, che prepara il terreno al prossimo grande capitolo.

Dolore, impegno e tensione emotiva: gli U2 tornano con l'EP Days of Ash, che prepara il terreno al prossimo grande capitolo.

Tra dark jazz, noir e suggestioni lynchiane, i To Die On Ice firmano un disco immersivo che trasforma l’ascolto in un’esperienza cinematografica.

Attitude Adjustment non è un disco destinato a riscrivere la storia del punk, ma è la prova concreta che i Buzzcocks che non hanno perso energia né motivazione.

Tra elettronica onirica e pop sperimentale, il nuovo disco del solo project PUAH racconta sogni, inquietudini e identità in movimento.

Tra psichedelia sixties, britpop e folk-rock, i Kula Shaker tornano a suonare come una certezza senza tempo.

Nella tredicesima prova in studio, i Damned si confrontano con delle cover (Stones, Kinks e Stooges, su tutti), ma non sempre ritrova la scintilla dei tempi migliori.

I Planet Funk con Bloom ritrovano il groove tra nostalgia e modernità elettronica.

SI! BOOM! VOILÀ: tra (noise) rock nervoso e indie emotivo, un esordio che non chiede permesso.

Esordio discografico per The Flow: 9 tracce tra sperimentazione, pop-rock ed elettronica per un debutto che evita il déjà-vu e rivela un artista con una voce propria.

MUSIC. MAGIC. IRONIC. è un cocktail di groove e raffinatezza: il ritorno degli Incognito è puro piacere d’ascolto.

Oi! The Satire è il debutto dei The Local Offenders e, già dal nome, rivela l’intento di porsi come una presa in giro di alcuni capisaldi della cultura Oi!: il pub, lo stile skinhead e persino loro stessi.

Tra folk, pop e suggestioni notturne, Marco Giongrandi torna con un disco intimo e luminoso, capace di raccontare silenzi, attese e orizzonti interiori.

Tra nostalgia britpop e nuove vibrazioni acustiche, Richard Ashcroft torna senza ferire, ma nemmeno stupire. Lovin’ You è un lavoro che rivela il lato gioioso e vibrante dell’artista, capace ancora di eludere il tempo pur senza mostrare la vena compositiva dei tempi migliori.

I LÜT consolidano identità e ambizioni con un album diretto e sena fronzoli. Chitarre vibranti, a tratti eteree e suoni che non lasciano adito a dubbi sulla loro matrice punk e rock.