Incognito: recensione di MUSIC. MAGIC. IRONIC.

MUSIC. MAGIC. IRONIC. è un cocktail di groove e raffinatezza: il ritorno degli Incognito è puro piacere d’ascolto.

Incognito

MUSIC. MAGIC. IRONIC.

(Splash Music)

acid jazz, funk, R&B


Il ritorno degli Incognito è sempre un’occasione per riscoprire alcune delle sonorità più cool and fresh che la musica nera abbia saputo esprimere negli ultimi decenni. Una delle band più importanti della scena acid jazz degli anni Ottanta e Novanta torna finalmente con un album che suona fresco, vitale e perfettamente coerente con la propria storia.

Music. Magic. Ironic., pubblicato il giorno di Natale, arriva a due anni di distanza da Into You e conferma la solidità di un progetto che sembra non aver perso smalto né ispirazione.

Il nuovo lavoro si apre con It’s About Time, un mid-tempo di 4 minuti e 32 secondi la cui introduzione è affidata a fiati brillanti e a una batteria dal piglio deciso. Il risultato è una miscela tipicamente funk e acid jazz dal chiaro sapore estivo, capace di delineare fin da subito il clima dell’album.

Can’t Be a Fool è un brano dal mood dichiaratamente radiofonico: il basso pulsa con continuità, la chitarra si muove su ritmiche funky incisive, i fiati restano marcati e presenti. La voce femminile impreziosisce la melodia, rendendo il pezzo fresco, immediato e piacevole all’ascolto.

C’è spazio anche per il romanticismo in Reasons To Love, sostenuta da ritmiche da dancefloor elegante: un ascolto ideale da immaginare a bordo piscina, drink alla mano, in un’atmosfera rilassata e raffinata.

Con This Is Your World il disco si sposta verso sonorità più apertamente jazzy. Nel complesso, il brano rientra nel solco più classico della black music: soul, jazz e funk di ottima fattura si fondono in una composizione perfetta anche per accompagnare un lungo viaggio in auto, alleggerendone il peso chilometro dopo chilometro.

Ancora sentimenti in (Your Lovin’ Is) Everywhere, una vera e propria dichiarazione d’amore rivolta a una figura centrale per l’autore del testo. Il sound ripercorre con eleganza lo stile del soul e del funk anni Settanta: è la Motown che torna a dire la sua, rievocata con rispetto e gusto.

Anche Sweet Enough coniuga uno spirito retrò a una sensibilità moderna: atmosfere R&B, melodie soul-pop e arrangiamenti raffinati. Stevie Wonder ringrazierebbe, senza dubbio.

Il ventesimo album in studio degli Incognito si chiude con la title track Music. Magic. Ironic., introdotta da un piano elettrico suadente e da una voce che intona le note della scala maggiore, citandole una a una, prima che il brano si sviluppi nel racconto di una visione della musica come esperienza magica, ironica e profondamente vitale.

Come avvenuto per molti lavori precedenti, produzione e arrangiamenti sono curati dal chitarrista, cantante e compositore Jean-Paul «Bluey» Maunick (attivo anche con i Citrus Sun). La sua firma è evidente nella qualità complessiva e nella dinamica di un album che, pur senza discostarsi radicalmente dagli standard tipici degli Incognito, evita con intelligenza l’effetto del «già sentito».

Music. Magic. Ironic. è un disco gradevole e coerente, che scorre con naturalezza traccia dopo traccia (sono ben 17) e invita a rallentare: inserire il CD, prepararsi un cocktail e godersi il momento, magari sdraiati in giardino, lasciando che groove e raffinatezza facciano il resto.

Bandcamp

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