Bruce Soord
Ghosts In The Park
(Kscope)
pop, rock, folk, progressive
Bruce Soord è il frontman e fondatore dei Pineapple Thief, storica band rock‑progressive britannica. Il cantautore ha all’attivo tre album solisti: Wisdom Of Crowds (2013), Bruce Soord (2016) e All This Will Be Yours (2019). A questi si aggiunge ora il nuovo Ghosts In The Park.
Si tratta, probabilmente, del lavoro più sincero e personale dell’artista: un coacervo di pensieri plasmati dalla perdita, dalla memoria e da quegli spazi di quiete che si rivelano quando la vita continua ad avanzare mentre tutto il resto sembra fermarsi.
Scritto nell’arco di due anni — periodo in cui Soord era impegnato in tour con i Pineapple Thief — l’album è nato in camere d’albergo e città sconosciute, in momenti di solitudine forzata. A fare da collante, eventi anche drammatici: la morte del padre e la progressione dell’Alzheimer della madre.
Ad aprire il disco c’è Conception, una ballata acustica dedicata alla figura materna, arricchita da metafore e suggestioni legate al mare. Pillars è un pop‑rock all’americana: chitarre dosate con equilibrio e una melodia piacevole, mai troppo impegnativa.
Calma e suggestiva anche Meet Me On The Downs, dove gli arpeggi di chitarra dipingono un suono capace di riverberare stati d’animo intrisi di romanticismo e malinconia. Keep Me Thinking cambia direzione al disco, presentandosi con un giro di basso movimentato e un arrangiamento più disteso.
Le ispirazioni sono quelle classiche a cui Soord ha abituato i fan dei Pineapple Thief: Yes, Camel e Supertramp risuonano in vari momenti dell’album, senza mai diventare citazione diretta.
Il lavoro si muove poi verso il folk (Day Of Wrath) e un pop evocativo (You Made A Promise), per concludersi con la lentezza meditativa della title track Ghosts In The Park: un po’ litania, un po’ pace interiore.
Ghosts In The Park conferma la bravura di Soord nel costruire arrangiamenti spaziosi e armonie accattivanti, ma rischia, a tratti, di scivolare nella ripetizione. Una buona prova per il leader dei Pineapple Thief, anche se resta la sensazione che possa spingersi ancora oltre.
In definitiva, un album che parla sottovoce, ma che sa farsi ascoltare.
P.S.: come al solito per la Kscope (etichetta apprezzatissima dagli audiofili), ricca e variegata la tipologia di supporti. L’album di Bruce Soord esce in edizione Earbook in 3 CD, in Blu-Ray con anche il mix in Dolby Atmos, DTS.HD e PCM stere a 24 bit; inoltre, vinile bianco crema (solo in UK), vinile verde, doppio vinile nero e il classico CD digipack.
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