PUAH
Sabato, Domenica e una studentessa
(The Orchard)
elettronica, pop, ambient
I PUAH (Piccola Unità Anti Hi-Fi) hanno esordito nel 2024 con l’album Due Acca Ho e tornano ora con Sabato, Domenica e una studentessa. La band è guidata da Alessandro Pagani, musicista dalla lunga traiettoria: dal movimento underground fiorentino Pat Pat Recorder negli anni ’80, al punk degli Stropharia Merdaria, fino all’elettronica degli Hypersonics. In passato è stato anche batterista degli Stolen Apples e fondatore dell’etichetta indipendente Shardo Records (attiva fino al 2007).
L’album si apre con l’intro ambient di Sogno Master: un tappeto di synth e percussioni minimali introduce la voce femminile che parla di sogni come casa interiore e della speranza capace di forgiare la realtà. È l’antipasto di un arrangiamento pop-elettronico che, per atmosfera, richiama vagamente alcune produzioni di Kalkbrenner.
Aurora Master si apre con cinguettii, uno sbadiglio e una chitarra acustica, proiettando l’ascolto in una dimensione synth-pop onirica e leggera: un efficace passaggio strumentale. Pull Over Master prosegue sulla stessa linea, mentre Shopping Master recupera un’elettronica old school, con un uso calibrato dei sintetizzatori che rimanda alla new wave degli anni migliori.
Con Taedium Master emergono invece elementi più sperimentali: notevole l’introduzione con i suoni dei tasti telefonici, su cui si innesta un drumming quasi trip-hop. Il manierismo electro di Imperial Sushi e il dinamismo ambient-pop ed esotico di Cinepama Dal Brasile Con Furore accompagnano l’ascoltatore verso territori sonori sempre più stratificati e personali.
Il disco si chiude con la title-track Sabato, Domenica e una studentessa, dove folk ed elettronica si incontrano nella voce di Martina Ciasullo, che racconta il fine settimana di una giovane donna attraversata da inquietudine e desiderio di ribellione — sentimenti tipici di un’età in bilico tra sogno e disincanto.
Sabato, Domenica e una studentessa è un lavoro attraversato da momenti malinconici, riflessivi e fortemente sperimentali, in continuità con Due Acca Ho ma con una maggiore coerenza formale. La qualità artistica dei PUAH trova qui nuove conferme, rilanciando il progetto come una delle realtà più interessanti del panorama pop e alternativo italiano.
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