U2: recensione di Days Of Ash

Dolore, impegno e tensione emotiva: gli U2 tornano con l'EP Days of Ash, che prepara il terreno al prossimo grande capitolo.

U2

Days Of Ash

(Universal Records)

pop, rock, wave


Freschi di stampa con il nuovo mini-EP Days Of Ash, gli U2 tornano sulle scene discografiche. Un ritorno che suona come antipasto in vista del prossimo album — ancora avvolto nel mistero — atteso per la fine del 2026.

Il lavoro raccoglie sei brani inediti e mette al centro dolore e sofferenza, intrecciando riflessioni sulla repressione delle proteste negli Stati Uniti e sulle rivolte esplose in Iran contro il regime.

Ad aprire è American Obituary, che parte con schitarrate decise e il giro di basso pulsante di Adam Clayton. Il groove accompagna la voce di Bono, fondendosi con essa in un impasto sonoro compatto e immediato.

The Tears Of Things è una ballad acustica dal sapore dylaniano, riletta in chiave contemporanea. Il brano racconta la storia del frate francescano Richard Rohr e invita a vivere con compassione, trasformando la fragilità in consapevolezza.

In Song Of The Future le dinamiche effettistiche della chitarra di The Edge colorano un sound psichedelico e a tratti liquido, ben amalgamato con l’acustica e con l’interpretazione vocale di Bono. Il risultato è una pop song solida, che regge il confronto con alcune produzioni storiche della band.

Spazio poi allo sperimentalismo di Wildpeace, impreziosita dalla voce della giornalista e artista nigeriana Adeola Fayehun, che declama i versi dell’omonima poesia di Yehuda Amichai.

L’EP si chiude con One Life At A Time e Yours Eternally. La prima guarda al rock-wave che ha segnato i lavori più iconici del gruppo tra gli anni ’80 e ’90; la seconda, introdotta da un arpeggio che richiama un mandolino, si muove tra atmosfere sognanti, arpeggi dream-pop e linee melodiche che riportano alle vette emotive a cui i fan sono abituati.

Days Of Ash funziona come un prologo: non è un riempitivo, ma un passaggio di transizione verso qualcosa di più ampio. Chi conosce Bono Vox e compagni sa cosa aspettarsi — e qui trova esattamente quello: tensione emotiva, impegno e una scrittura che non rinuncia alla dimensione epica.

Nel frattempo, per chi vuole approfondire la storia della band, è arrivato in libreria 40 Hearts, 40 Moments. I Fan(s) si raccontano, volume curato da Stefano Belfiore e pubblicato da Arcana Edizioni: un viaggio nella memoria collettiva di chi ha amato — e continua ad amare — gli U2.

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