Yumi Zouma
No Love Lost To Kindness
(Nettwerk Music Group)
dream-pop, dream-rock, shoegaze, indie-rock, synth-pop
A distanza di quattro anni dall’acclamato Present Tense e a due anni dall’EP IV, gli Yumi Zouma tornano con No Love Lost To Kindness, quinto album pubblicato da Nettwerk Music e anticipato dai singoli Bashville On The Sugar, Blister e Cross My Heart And Hope To Die.
Nonostante la distanza geografica – con i membri divisi fra Melbourne, Londra, New York e Wellington – il quartetto neozelandese di Christchurch (Christie Simpson alla voce e tastiere, Josh Burgess alla chitarra, basso, voce, tastiere, Charlie Ryder alla chitarra, basso, tastiere e Olivia Campion alla batteria) – è riuscito a rafforzare il proprio legame grazie a una scrittura condivisa più matura e dinamica, attraverso un indie-pop stratificato che si muove fra densità shoegaze, melodie luminose di indole dream-rock e synth-pop pulsante, richiamando un’estetica vintage anni ’80, certo temperamento umorale degli anni ’90 e la sensibilità indie dei primi Duemila.
“Dopo oltre dieci anni insieme, sentivamo il bisogno di provare qualcosa che ci rappresentasse davvero”, spiega Christie Simpson. “Abbiamo voluto essere più audaci e spingerci oltre i nostri limiti”, racconta Charlie Ryder, uno dei produttori.
La formula si fonda sulla complicità di vocalità svogliatamente suadenti e da un intreccio di riverberi dilatati, chitarre elettrificate e ritmiche catchy e stilose, il tutto guidato da atmosfere malinconiche e sognanti dove si alternano beat morbidi, introspezioni sintetiche ed effusioni soft-chill, con riferimenti che spaziano dai Slowdive ai Beach House, dai Real Estate ai Still Corners, passando per luccicanze nostalgiche alla Cure e la versione light dei Garbage.
Sotto l’aspetto testuale, così com’è sintetizzato nel titolo della release, gli Yumi Zouma si focalizzano sull’importanza della gentilezza, elemento in grado di accompagnare stati d’animo contrastanti e lenire la complessità delle relazioni, i cambiamenti legati alla crescita personale e la disillusione della loro generazione.
La traccia d’apertura Cross My Heart And Hope To Die è attraversata da inquietudini politiche ed esistenziali, con suggestioni western e riferimenti alla new wave anni Ottanta. Blister e Bashville On The Sugar mettono in evidenza il lato più intrigante del gruppo, con riff incisivi e frizzanti che spingono il brano verso territori power-pop dal taglio radiofonico. Mentre Phoebe’s Song e Drag si adagiano su registri alternative più cupi e intimisti, Cowboy Without A Clue – scritta da Burgess in India – introduce il sitar di Kumar Kishor, ampliando il lessico sonoro della band.
Il brano 95, composto durante le Olimpiadi di Parigi, riflette su come sia cambiato il concetto di successo e sulla fragilità del confine fra ambizione e realtà. È proprio questo uno dei nuclei tematici di No Love Lost To Kindness: il confronto fra il futuro immaginato e quello che poi si manifesta davvero. Solo dopo aver raggiunto determinati traguardi ci si rende conto che spesso non coincidono con le aspettative.
Da qui nasce il desiderio di tornare indietro, di rifugiarsi nell’abbraccio rassicurante dei ricordi. È in questa tensione, sospesa fra nostalgia e consapevolezza, che gli Yumi Zouma riescono a esprimere una nuova maturità artistica, ritrovando una stabilità espressiva e dando maggiore forza al proprio messaggio.
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