The Hornets
Screaming Out Loud
(Go Down Records)
hard rock, punk blues, rock n’roll, AOR, blues, sleaze rock, rockabilly, street punk, garage rock
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A cinque anni dall’esordio con Heavier Than The Stone e a un anno dal precedente Another Place to Stay, dopo aver presentato dal vivo il singolo Midnight Crap al Teatro Ariston di Sanremo durante la rassegna “FIAT Music” curata da Red Ronnie, la band modenese The Hornets torna a far ronzare i plettri con l’EP Screaming Out Loud, edito per Go Down Records.
Se il debut album si presentava come una nostalgica retrospettiva del periodo d’oro del rock, quando il genere dominava la cultura di massa e riempiva le arene di tutto il mondo, questo nuovo lavoro ne conferma pienamente direzione e urgenza espressiva.
L’immaginario dei The Hornets – Stefano Francia alla chitarra e voce, Alberto Francia al basso e voce, Giovanni Artioli alla chitarra e voce, Andrea Rovituso alla batteria – preserva lo scambio osmotico tra passato e presente, seguendo la bussola amplificata del revival: da un lato l’epicità degli interpreti che piantarono la bandiera del classic rock, dall’altro la serranda arrugginita del rock’n’roll di strada degli anni Settanta e Ottanta.
Quello dei The Hornets – da non confondere con l’omonima band di West London – è un progetto ancorato a un universo sonoro che attraversa rock & roll, rockabilly, sleaze rock, punk blues e garage rock viscerale, con richiami che vanno dai New York Dolls agli Hanoi Rocks, passando per AC/DC, Rancid, The Clash e Johnny Thunders & The Heartbreakers.
Seguendo questa prospettiva, Screaming Out Loud si inserisce con naturalezza nel percorso già tracciato dalla band di Carpi, più come conferma che come deviazione. Il quartetto emiliano punta su scrittura immediata e forte impatto emotivo, dove attitudine e riconoscibilità prevalgono su qualsiasi tentazione di sperimentazione.
In un panorama italiano in cui il rock di matrice classica sopravvive spesso ai margini, i The Hornets si collocano con coerenza all’interno di una nicchia che trova appartenenza proprio nella fedeltà a un riferimento preciso: un rock diretto, sporco quanto basta e dichiaratamente legato a una tradizione angloamericana ben riconoscibile.
In questo nuovo capitolo, composto da cinque brani (Turn It Down, Anymore, Drives Me Insane, Rock N Roll Saviour e Deep Breath), il quartetto emiliano sviluppa il proprio linguaggio tra senso della melodia, chitarre graffianti, peso hard rock e velocità punk, con un equilibrio tra sarcasmo e disillusione che fa da ponte tra l’aria umida della Val Padana e quel fuoco che arde tra i solchi e gli scenari del rock anglofono.
Screaming Out Loud è dunque rock’n’roll ruvido e stradaiolo – chiamatelo pure street punk – in cui emerge un’attitudine festaiola e immediata da club. L’intenzione è quella di ribadire un linguaggio già codificato, riportandolo alla sua dimensione più basica.
Di certo, i The Hornets non riusciranno a restituirci gli anni in cui il rock sembrava una soluzione placebo ai problemi quotidiani, ma possono regalare ancora un quarto d’ora di assoli e riff pirotecnici, orecchiabili e contagiosi, sufficienti per far muovere la gamba come ai vecchi tempi. Osteoporosi permettendo, ovviamente.
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