Metanoia
Se Non Fosse Tutto Qui?
(Alka Record Label)
indie rock, cantautorato indie-pop, brit pop, dub funk
A due anni dall’uscita dell’album 64018, la band giuliese Metanoia torna con il suo terzo lavoro in studio, l’EP Se Non Fosse Tutto Qui?, pubblicato da Alka Record Label e anticipato dal singolo Mi Sono Rotto Il C***O.
Il nome Metanoia – dal greco metánoia, “cambiamento di mente” o “trasformazione interiore” – racchiude il senso della loro musica: un continuo percorso di ricerca ed evoluzione, proprio come suggerisce la domanda che dà titolo all’EP. Una tensione che rimanda idealmente a una metamorfosi di memoria kafkiana, dove il disagio diventa punto di partenza per la rinascita, per imparare a guardarsi dentro e mutare prospettiva.
Il quartetto, nato tra i banchi di scuola e in riva al mare a Giulianova, è composto da Enrico Romagnoli (voce), Giuseppe Genua (chitarra), Federico Capuani (batteria) e Jacopo Marcozzi (basso). Con questo progetto, i Metanoia tornano a coltivare la loro vena scritturale, muovendosi tra le melodie leggere del cantautorato indie-pop e certo alternative rock italiano dei primi Duemila, con velati rimandi agli Zen Circus, passando per contaminazioni dub-funk (Chiodo Arrugginito) e suggestioni britpop (Esseri Umani).
Il titolo Se Non Fosse Tutto Qui? racchiude il senso profondo di questo nuovo step discografico: un interrogativo che nasce dall’urgenza di capire, la fotografia di una generazione intorno ai trent’anni, sospesa tra incertezze, speranze, passioni represse, apatia e la ricerca di nuove direzioni (“andiamo avanti per inerzia, dentro questa vita stronza e vuota che ci resta, e che non ci appartiene”). Non esistono strade facili, ma è proprio nei momenti di crisi, nell’imperfezione, che si impara a conoscersi – cercando, come suggerirebbe Camus, un significato possibile dentro l’assurdo dell’esistenza.
I cinque brani in scaletta – Mi Sono Rotto Il C***O, Chiodo Arrugginito, Blu, Esseri Umani e la ballad finale Camilla – esplorano dunque diverse sfumature emotive e sonore, alternando consapevolezza, rabbia e introspezione.
Come sottolineato da Abruzzo Sera, il singolo Mi Sono Rotto Il C***O è “un brano rock, crudo e diretto, un manifesto generazionale che racconta la frustrazione e il senso di spaesamento”. Seguono Chiodo Arrugginito, che intreccia groove e pulsazioni funk, e Blu, che affronta temi di attualità come l’immigrazione con sguardo lucido e partecipe (“cercami in quelle onde, so che con me ci sei tu”).
Esseri Umani apre a sonorità più melodiche e radiofoniche (“ma te lo ricordi dentro questa città, cosa vuol dire essere un essere umano?”), mentre Camilla chiude l’EP con toni intimi e malinconici, su delicati accordi che si tingono di sfumature più ombrose, sviluppandosi in profondità come una carezzevole nenia folk acustica che cerca di alleviare le ferite inferte da chi ci vede diversi.
“La verità è che abbiamo trent’anni: ci sono cose che ci piacciono e altre che ci fanno schifo”, racconta la band. “Entrambe vanno dette, e lo facciamo a modo nostro, senza filtri. C’è un tempo per amarsi forte e un tempo per arrabbiarsi forte: noi siamo nel mezzo. Siamo convinti che non sia tutto qui, ma per scoprirlo bisogna partire da se stessi, scavando nelle proprie sensazioni e in ciò che si vive. A trent’anni non si può più essere indifferenti”.
Tempi strani, quelli che stiamo vivendo e di cui tutti facciamo parte. D’altronde, la vita è come il serpentone di un autogrill, direbbe Ruggero De Ceglie. E allora viene spontaneo chiedersi: è davvero possibile estraniarsi completamente dalle frenesie del nuovo mondo?
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