Gorillaz: recensione di The Mountain

Un viaggio tra lutto e rinascita: i Gorillaz tornano con The Mountain, il loro disco più intimo e sorprendente degli ultimi anni.

Un viaggio tra lutto e rinascita: i Gorillaz tornano con The Mountain, il loro disco più intimo e sorprendente degli ultimi anni.

Minimalismo, pianoforte e atmosfere sospese: Moby sceglie la quiete come risposta al rumore del presente.

Savana Funk: Behind The Eyes è il loro disco più maturo, è un viaggio introspettivo tra groove, visioni oniriche e contaminazioni afro.

Dolore, impegno e tensione emotiva: gli U2 tornano con l'EP Days of Ash, che prepara il terreno al prossimo grande capitolo.

Tra dark jazz, noir e suggestioni lynchiane, i To Die On Ice firmano un disco immersivo che trasforma l’ascolto in un’esperienza cinematografica.

Attitude Adjustment non è un disco destinato a riscrivere la storia del punk, ma è la prova concreta che i Buzzcocks che non hanno perso energia né motivazione.

Tra elettronica onirica e pop sperimentale, il nuovo disco del solo project PUAH racconta sogni, inquietudini e identità in movimento.

Tra psichedelia sixties, britpop e folk-rock, i Kula Shaker tornano a suonare come una certezza senza tempo.

Nella tredicesima prova in studio, i Damned si confrontano con delle cover (Stones, Kinks e Stooges, su tutti), ma non sempre ritrova la scintilla dei tempi migliori.

I Planet Funk con Bloom ritrovano il groove tra nostalgia e modernità elettronica.

SI! BOOM! VOILÀ: tra (noise) rock nervoso e indie emotivo, un esordio che non chiede permesso.

Esordio discografico per The Flow: 9 tracce tra sperimentazione, pop-rock ed elettronica per un debutto che evita il déjà-vu e rivela un artista con una voce propria.

MUSIC. MAGIC. IRONIC. è un cocktail di groove e raffinatezza: il ritorno degli Incognito è puro piacere d’ascolto.

Oi! The Satire è il debutto dei The Local Offenders e, già dal nome, rivela l’intento di porsi come una presa in giro di alcuni capisaldi della cultura Oi!: il pub, lo stile skinhead e persino loro stessi.

Tra folk, pop e suggestioni notturne, Marco Giongrandi torna con un disco intimo e luminoso, capace di raccontare silenzi, attese e orizzonti interiori.