The Shalalalas
Just The Way We Do
(Bassa Fedeltà)
indie rock pop
“Un manifesto di autenticità”: è così che gli Shalalalas, alias Sara Cecchetto e Alessandro Lepre Gnerre, definiscono il nuovo lavoro della loro creatura, nata ormai oltre dieci anni, prendendosi a cazzotti in una palestra del quartiere romano del Nuovo Salario.
Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, in mezzo due EP e due dischi lunghi, oltre alla relativa notorietà giunta grazie alla partecipazione alla colonna sonora della fiction di RaiUno L’Allieva.
Così, a quasi cinque anni di distanza dall’ultima prova discografica (l’EP Silly Vain Details), ecco i due tornare, con l’apporto di alcuni ospiti.
L’autenticità, si diceva; forse la necessità, specie dopo la parentesi televisiva (dalla quale non è che sia scaturita chissà quale notorietà) di ritrovare un po’ il contatto con sé stessi e la propria musica, pensando a un disco più per sé stessi che per altre destinazioni.
Dieci brani – cantanti in inglese – in cui Sara Cecchetto si prende spesso e volentieri la scena, un’interpretazione e un’attitudine che ricorda tante di certe voci d’oltreoceano, all’insegna di una discrezione che talvolta si fa quasi timidezza dai toni eterei e in sltri episodi si accende di solarità, a dare voce a testi per lo più volti ai sentimenti – si apre con l’innamoramento e si chiude con un quadro di idilliaca tenerezza – ma in cui emerge anche l’esortazione al proverbiale ‘carpe diem’ a essere felici quando e finché se ne ha la possibilità.
Intorno, uno scenario sonoro che mescola chitarre semiacustiche e una sezione ritmica costantemente sotto traccia, archi accennati, qua e là un pizzico di elettronica.
Paesaggi tranquilli, a eccezione dello sferragliare di Let’s Shalalalas (cui contribuisce l’arrangiamento dei Bengala Fire) e il vago grunge di Crazy, Again, mentre gli oltre cinque minuti della conclusiva Hold Me Tight (brano ripescato dal passato repertorio e qui remixato da Cesare Petulicchio dei Bud Spencere Blues Explosions), apre le porte su territori psichedelici.
Gli Shalalalas ci regalano così un disco leggero ma non troppo, pronto a farsi riascoltare qua e là, gradevole come una brezza estiva.
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