Motorpsycho
The Gaia II Space Corps
(Det Nordenfjeldske Grammofonselskab)
hard rock, psichedelia
Viene quasi da pensare che i Motorpsycho, veleggiando allegramente verso i loro primi quarant’anni, stiano un po’ procedendo a ritroso.
Lo scorso anno Ben Saether e Hans Magnus Ryan decidevano di infrangere il tabù del disco omonimo, che per tanti segna l’esordio; stavolta, guardandosi alle spalle, decidono di prendersi il tempo, e soprattutto lo spazio (inteso come cosmo) per omaggiare l’immaginario sci-fi degli anni ’60 e ’70.
Dietro una copertina che richiama i fumetti del periodo, sette tracce in cui i nostri navigano nei territori dell’hard rock dai risvolti cosmici, condendo il tutto con l’attitudine psichedelica che li caratterizza da sempre.
Il risultato è una scorribanda lisergica in sette tappe anche abbastanza breve, siamo sui trentasei minuti, in cui comunque i nostri trovano il modo di infilare un paio delle loro ‘cavalcate’, sui sei – sette minuti.
Il gusto per i ‘riffettoni’, ma anche per il pop psichedelico della title track e della chiusura, affidata a una cover di Black As Night dei poco ricordati The Frost di Dick Wagner.
L’atmosfera è comunque quella di un gioco o quasi, che potrà incuriosire gli amanti dei suoni d’epoca e farà felici i patiti che compongono lo zoccolo duro dei fan della band, che si vedono regalare un nuovo disco a solo un anno dal precedente.
Tutti gli altri forse possono soprassedere o, meglio, (ri)ascoltarsi la musica originale di quel periodo.
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