Silent Carnival: recensione di Liminal

Liminal, il ritorno di Marco Giambrone sotto lo pseudonimo Silent Carnival: un viaggio sonoro introspettivo dentro le esperienze intime e personali dell'autore.

Liminal, il ritorno di Marco Giambrone sotto lo pseudonimo Silent Carnival: un viaggio sonoro introspettivo dentro le esperienze intime e personali dell'autore.

Dopo vent'anni di assenza, i Karate tornano a riaccendere l'entusiasmo dei fan di vecchia data con il nuovo album-reunion Make It Fit, dimostrando ancora una volta di saper catturare la scintilla retrò dell'indie-rock americano.

Con il nuovo album Sequence, la post-rock band We Fog continua a modellare espressione stilistica e tensione emozionale, avvicendano irruenze poliritmiche e intimismo lagunare.

Col nuovo EP lowland, i veronesi Zugabe continuano ad affinare il proprio background sperimentale e far emergere interiorità e stati d'animo contrastanti, mescolando post-rock, slowcore, elettronica ambient e bagliori dream-gaze.

In una retrospettiva anni '80 e '90 alla quale sembra quasi impossibile sottrarsi oggigiorno, i Ladytron, con il nuovo album Time's Arrow, modellano e distillano la propria materia stilistica all'interno di stratificate melodie downtempo in salsa synth vintage.

Meglio tardi che mai? Dessau è l'album perduto dei maestri dello slowcore, i Codeine.

Con il nuovo album Nothing To Expect, la band partenopea Stella Diana rievoca le linee guida spirituali e somatiche della musica dark e le atmosfere oniriche della corrente shoegaze.

Davide Tosches realizza un disco più semplice e immediato del precedente e lancia un messaggio: bisogna tornare alle emozioni, a vivere con genuinità e intensità in relazione col mondo e le persone che ci circondano

I Low e la loro ultima fatica discografica: la storica band di Duluth, tra i capostipiti del genere slowcore, esce allo scoperto con un nuovo, ottimo album

Il brillante esordio di un trio pistoiese che afferma di pensare la propria musica «all'insegna della lentezza». Se avete amato lo shoegaze e il post-rock più onirico e suggestivo non potete farvi sfuggire queste otto tracce

Six riprende le atmosfere del capolavoro dei BHP, 2. E, come l'album di allora, arriva dritto ritto al cuore, come un potente veleno che agisce lentamente, lasciandoci tramortiti ma con una piacevole sensazione addosso
The New Year è il disco perfetto per chi predilige il motto radioheadiano “No alarms and no surprises”