Leatherette: recensione di Ritmo Lento

Con il nuovo album Ritmo Lento, i Leatherette mescolano tensione, introspezione e pulsazioni sonore in un post-punk-fusion sospeso tra memoria e presente.

Con il nuovo album Ritmo Lento, i Leatherette mescolano tensione, introspezione e pulsazioni sonore in un post-punk-fusion sospeso tra memoria e presente.

Con We Were Just Here i Just Mustard hanno creato un'opera che trascende il semplice revival nostalgico per affermarsi come contributo originale e vitale al canone della musica rumorosa e visionaria.

ArMOR è il debutto dei belgi Maquillage: un mix di shoegaze e post-punk che esplora amore, fragilità e protezione, tra distorsioni sognanti e atmosfere malinconiche.

Con Arctic Moon, i Chameleons firmano un ritorno che guarda al passato evitando la facile nostalgia, e al presente con curiosità e preoccupazione, mescolando fedeltà alle origini e voglia di cambiare.

I NewDad tornano con Altar, un secondo lavoro che conferma la maturità artistica del trio irlandese e consolida la loro posizione nella rinascita contemporanea dello shoegaze.

Dopo quattro anni di attesa, gli Slow Crush tornano con Thirst, il loro terzo album in studio che consolida definitivamente la posizione del quartetto belga nel panorama del nu-gaze contemporaneo.

(h)eart(h) è un disco che cresce ad ogni ascolto e che posiziona i Pale Blue Dot tra le realtà più interessanti del panorama indie-shoegaze-wave italiano attuale.

Dopo cinque anni di silenzio discografico i Corde Oblique tornano ad incantare il mondo con Cries and Whispers. Il nuovo album della formazione partenopea veleggia in un mix di post-rock, metal, shoegaze e neofolk.

Per chi ha amato i primi lavori dei Bdrmm è impossibile non farsi rapire completamente da questo nuovissimo Microtonic.

I Beauty in Chaos tornano sul mercato con un nuovo album, Signs in the Heavens Reality Upside Down e un video bomba con Al Jourgensen dei Ministry. L'ennesimo viaggio sonoro del dream team stellare di Michael Ciravolo guidato da superbe melodie e riff di chitarra devastanti.

I Tombstones In Their Eyes sono cresciuti a pane e psichedelia: Asylum Harbour ha un magnetismo di base che fa solo bene alle orecchie.

Con God Hates Cowards, i Cowards presentano un secondo lavoro che allo stesso tempo è l'uscita da un tunnel: nove schegge taglienti in cui si mescolano rabbia e sofferenza, ma anche voglia di buttarsi alle spalle un periodo buio.

Comlice anche una nuova line-up, Synthesizer rappresenta un punto di svolta per gli A Place to Bury Strangers, con suoni che tendono a tranquillizzare l'ascoltatore, ma anche col consueto assalto alla salute dei timpani, che Oliver Ackermann e soci sanno fare come nessun altro, lasciandoci con le orecchie ronzanti ma non ancora sazi della loro musica.

L'urgenza comunicativa del post-punk revival, declinazioni jungle e IDM, passando per l'energia alt-rock degli anni 90 e le controversie emotive dell'oggi: questo e tanto altro nel nuovo album di Visconti, Boy di Ferro.

Con Gone Is The Day, I Kodaclips restano 'fedeli alla linea' dello shoegaze, ma nel contempo sembrano voler dimostrare di poter anche guardare oltre, senza necessariamente limitarsi a fissarsi le scarpe.