Stefano Barigazzi
World Is Melting
rock, blues, elettronica, world music
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Stefano Barigazzi è un cantautore raffinato che ha nel suo DNA quel quid in più che lo differenzia da molti suoi altri colleghi italiani.
La sua voglia di fondere il rock con il blues e la tradizione americana, dando origine ad una contaminazione vera e propria, si rivela determinante per poter apprezzare questo suo nuovo lavoro, World is Melting, dove fa anche capolino l’elettronica come appare chiaro dall’iniziale Trembling Bones, dove si respira anche qualche atmosfera tipicamente africana.
La sua voce, a volte, ricorda quella di un grandissimo come Pete Yorn che viene rievocato a chiare lettere nella cupa e conclusiva What’s Done Is Done. Per il resto, le canzoni sono molto interessanti, perché hanno il pregio di crescere lentamente, ascolto dopo ascolto.
Si trova sempre qualche spunto interessante in ogni singolo brano. Taroudant è un blues, molto contaminato, che si rivela sporco e travagliato con tanto di voce filtrata, mentre Rust si caratterizza per la sua cupezza che si alterna a momenti più ritmati.
Ecco, la volontà di fondere mondi così lontani come blues ed elettronica è una costante che accompagna tutto il lavoro che ha in una traccia come Drift Away uno dei suoi momenti più interessanti. Qui le atmosfere si fanno rarefatte e il cantato si manifesta sussurrato e pieno di pathos, elevando un songwriting che è sempre stato di ottima qualità. A
nche la titletrack è un altro pezzo forte: qui Barigazzi alza i toni con un hard blues molto acido e aggressivo che, ad un certo punto, si dilata attraverso arpeggi chitarristici degni del miglior Ty Tabor. Insomma, la dimostrazione che in Italia ci siano artisti di respiro internazionale è sempre più evidente: Stefano Barigazzi, con questa sua nuova fatica, ci fa capire che c’è ancora speranza per un mondo migliore.
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