Le Pietre Dei Giganti: recensione di Prima Che Il Fuoco Avvolga Ogni Cosa

Tra le band su cui bisogna mettere gli occhi e le orecchie, ci sono sicuramente Le Pietre Dei Giganti, gruppo fiorentino, giunto al suo secondo lavoro che ha la particolarità, tra l'altro, di essere un live.

Le Pietre Dei Giganti

Prima Che Il Fuoco Avvolga Ogni Cosa

(Overdub Recordings)

rock

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Il rock italiano è morto? A questa domanda, ormai decennale, chiunque sta cercando di dare una risposta.

La verità, al netto di proposte davvero improponibili, è che il genere in Italia non è mai andato in pensione, grazie a degli artisti che stanno provando, con tutte le proprie forze, a proporre cose interessanti e anche originali per quelli che sono gli standard tradizionali del nostro paese.

Tra le band su cui bisogna mettere gli occhi e le orecchie, ci sono sicuramente Le Pietre Dei Giganti, gruppo fiorentino, giunto al suo secondo lavoro che ha la particolarità, tra l’altro, di essere un live.

Uscire con un disco dal vivo appare come una scelta coraggiosa, soprattutto perché questi tipi di lavori vengono, di solito, pubblicati dopo aver messo in cascina un bel numero di album in studio.

Prima Che Il Fuoco Avvolga Ogni Cosa è un’ottima fotografia che gli italiani hanno sviluppato, dove si capisce la potenza e l’abrasività che essi posseggono quando si esibiscono in sede live.

L’appartenere al genere stoner non è il loro solo punto di forza, anche se quando si ascolta un pezzo come DMA sembra di essere in pieno deserto dell’Arizona.

In Ohm la psichedelia e i Black Sabbath di Planet Caravan si fondono in una sola cosa, mentre Canzone Del Sole ha la capacità di deflagrare con le sue chitarre nel finale.

Ci sono momenti anche più languidi e calmi come Foresta III (L’Ultimo Crepuscolo), un lungo viaggio di oltre otto minuti in cui si strizza l’occhio in modo netto al prog degli anni settanta. Insomma, le variazioni non mancano e questo aspetto contribuisce a rendere Le Pietre Dei Giganti originali a loro modo.

Sul finire si materializza un pezzo minimale come Polvere che anticipa la conclusiva Quando L’Ultimo Se Ne Andrà piena di riferimenti ai mitici anni settanta. Il rock italiano, allora, è morto? A quanto pare no, se ci si imbatte in gruppi quadrati e solidi come Le Pietre Dei Giganti.

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Francesco Brunale
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