Nudha: recensione disco omonimo

L’esordio della bolognese Sara Zaccarelli, in arte Nudha, con 12 canzoni pop, rock e soul che vede la collaborazione di Appino, Bianconi, Toffolo, Giovanardi ed altri artisti.

Nudha

s/t

(Solid Records)

pop, soul, blues

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Ho ascoltato il primo singolo di Nudha qualche mese fa quando in Traffico Andrea Appino degli Zen Circus ha scritto il brano a quattro mani con questa giovane autrice, facendo letteralmente da autista nel suo primo video. Quando è arrivato in redazione questo primo album di Sara Zaccarelli, cantante, autrice e musicista che ama le influenze soul e black music, ovviamente questo progetto ha destato la mia attenzione.

Eh già, perché questi 12 brani che si tuffano in un flusso di contaminazioni pop, rhythm and blues e  a tratti rock vedono tra i collaboratori anche Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti (in Molossa), Francesco Bianconi dei Baustelle (Chiedimi), Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus (Con Le Mani), Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, il batterista Luca Bottigliero dei Grayscale (e che ha lavorato anche con Giorgio Canali), il tastierista Raffaele Scogna (già con Nic Cester e Ghemon) ed è stato prodotto da Giulio Favero (Il Teatro degli Orrori) e mixato da Tommaso Colliva degli Afterhours e Calibro 35.

Un “cast” impressionante che si è mobilitato per sostenere questa cantautrice bolognese che dal 2018 ha voluto scrivere in italiano canzoni armoniche dall’anima soul e blues, scegliendo una direzione più pop che rock, seguendo l’invito del suo amico Giovanni Versari (un premio Grammy nel 2016 per Drones dei Muse e che ha collaborato con Battiato, PFM, Subsonica, Morgan, Morricone e tanti altri) che ha curato il mastering del disco.

Il percorso musicale di Sara comincia con le cover soul, poi un duo con la blueswoman Rita Girelli ed infine l’incontro con Versari che gli ha fatto conoscere prima Giulio “Ragno” Favero, poi con lo stesso Ragno ha praticato delle session con Bottigliero e Viterbini, arrivando a maturare l’idea di un nome d’arte, Nudha, per simboleggiare il desiderio di raccontarsi senza veli, inserendo la H nel nickname per preservare la sua parte nascosta che avremo però modo di conoscere solo ascoltando le sue canzoni.

Nudha mette in luce le difficoltà delle persone di affontare i momenti ardui della vita, partendo dalle donne mortificate da uomini manipolatori che approfittano delle loro fragilità, come cantato in aTruMan e Emme, e di omosessuali frustrati nel dover vivere il loro amore ritenuto “deviato” dai pregiudizi della società moderna. O di chi ha subito traumi ritrovandosi a formulare pensieri suicidi o autolesionisti in Oggi No. Ma anche di quelle donne che fanno innamorare uomini anziani ed economicamente stabili, usandoli come strumento di sopravvivenza personale come narrato in Dimmi Chi Sei.

Chiedimi racconta il terribile momento in cui si apprende di dover combattere contro un tumore e ci si interroga su come trovare il modo e le parole giuste per raccontare questa malattia appena scoperta alle persone vicine. Nudha si racconta poi senza maschere in Piccola e Vedi dove rivela di aver avuto sempre sogni colorati da inseguire e la musica è da sempre una sua compagna di vita, affrontando esperienze che l’hanno forgiata nella donna diventata oggi adulta, urlando poi questo grido di rivalsa e di ribellione nelle parti più rock come in Molossa e P.A.U.R.A.

Un timbro di voce piacevole in cui emerge lo slancio verso la musica black e del R&B, capace di interpretare il pathos del blues, la radiosità del soul e l’energia del rock in narrazioni profonde che raccontano i drammi interiori dell’essere umano. Un disco dove questa voce convive con un eclettismo variegato grazie alle composizioni di tanti artisti ben conosciuti che hanno dato una grossa mano a questa giovane cantautrice.

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Luca Paisiello
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