Vicolo Inferno: recensione di Circles

Terzo disco per gli imolesi Vicolo Inferno, 10 pezzi metal cantati in inglese che spingono sull’acceleratore.

Vicolo Inferno

Circles

(Rockshot Records)

alternative metal

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La Rockshot Records è in prima linea a diffondere musica alt metal e hard rock e mi viene proposto all’ascolto questo Circles, terzo album dei Vicolo Inferno. I quattro musicisti romagnoli prendono il nome da una sanguinosa faida tra guelfi e ghibellini che si svolse tra i vicoli cittadini di Imola nel 1504. E la rabbia e l’ira vengono trasmesse attraverso queste 10 canzoni metal dai riff energici e melodie ricercate.

Con la nuova etichetta torinese i Vicolo Inferno riprendono a incidere un disco dopo 8 anni, mantenendo un sound elettrico e potente, infarcendolo di linee vocali che colpiscono in particolar modo per la loro espressività. Suspended, Cold Surface e 10000 Pieces sono sicuramente i brani che ho trovato più interessanti in questo album, arrangiati senza intaccare la parte più oscura e rabbiosa della band, con Wine Drops che mi ha dato l’impressione di distaccarsi dal lavoro fatto nei due precedenti album, Hourglass e Stray Ideals.

In questi 20 anni e più di album ed Ep sfornati quando si poteva, la band ha dovuto avvicendare alcuni componenti che, per una ragione e l’altra, hanno dovuto abbandonare il gruppo, ma che sono rimasti in buoni rapporti tanto da ritrovarsi lo stesso sul palco a suonare insieme in occasione di alcune reunion. Gummy Bears è un brano emotivo che richiama quel momento dove si picchiano i boccali per un brindisi tra vecchi amici e quando uno lascia un segno, nella famiglia dei Vicolo Inferno si torna sempre volentieri.

Il tema è quello dei cerchi che si chiudono, tra ricordi ed emozioni vissute dai componenti della band, con testi introspettivi (10.000 Pieces) e invettive contro un mondo che affonda (Handle With Scare) da cui bisogna ben guardarsi. Al di là del nome, la band canta in lingua inglese e ha sempre i Watt a manetta. Abbiamo detto che sono passati 8 anni e infatti metà delle canzoni scritte sono entrate in questo album, le altre saranno rielaborate in un prossimo disco. I Vicolo Inferno hanno lavorato allo Studio 73 di Ravenna, registrando a parte solo la batteria con il nuovo giovanissimo membro.

Il metal italiano continua a colpire ai fianchi nell’underground nostrano, perché nel complesso Circles è un buon disco fatto di suoni autorevoli, ben arrangiati, dai riff semplici ma che si sanno insinuare nelle orecchie con decisione. Un album dove la tecnica è migliorata quanto il songwriting, il cosiddetto disco della maturità, risultando piuttosto vigoroso.

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Luca Paisiello
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