Nevecieca
Vacuità
(ADA Music Italy)
alternative rock
Catapultarsi a ventanni verso quello che sarà il proprio futuro: è questa l’urgenza della band varesina che recensisco oggi. Vacuità è il titolo dell’album di debutto dei Nevecieca, trio formatosi nel 2020 che dopo le prime demo ha lavorato alla stesura di 9 canzoni di alternative rock.
Un disco che racconta di questi anni formativi importanti, in cui si rafforzano le amicizie come le si vede andare in Cenere, una presa di Coscienza e Lacrime per l’incognita del proseguimento della vita, con persone che spariranno per sempre perché assorbite dal cliché dell’età adulta tra lavoro, matrimonio, casa, famiglia, figli, chi per bisogni diversi e chi invece (Pezzi di Te) si perderà in scelte sbagliate o situazioni che non porteranno ad alcun miglioramento.
Dio Solitario richiama, attraverso le acide schitarrate che ci riportano alla scena di Seattle, la frustrazione per le cose che non sono andate come si sperava, ritrovandosi a chiedersi cosa diavolo sia andato storto in quel decennio tra i venti e trentanni in cui si deve costruire qualcosa, infuriandosi nel comprendere che non è dipeso proprio da se stessi veder crollare il proprio castello, o così ci si porta a credere. Ci sono distorsori pesanti che ammaestrano le canzoni in strofe e ritornelli orecchiabili, ma con l’impeto giovanile di quando hai la prima band e vuoi trasmettere qualcosa attraverso la rabbia.
In mezzo a tante canzoncine felici, ballabili, scacciapensieri e sdolcinate che passano ormai per radio, ti chiedi dove sia finito il rock sanguigno e viscerale ed ecco che lo ritrovi in queste band acerbe da cantina, che al secondo disco spariranno per colpa dei trend ma soprattutto di uno strano disinteresse degli addetti ai lavori. Si riscopre il piacere di un distorsore, della voce rauca del cantante sguaiato, dell’improvvisazione tecnica del comparto ritmico ma di cui te ne freghi per quanta è sincera questa espressività giovanile.
Sia chiaro, non è mica perfetto questo album, si apre come un fiume in piena e trabocca di desiderio di fuga, rumore e sfogo nei brani più aggressivi, risultando un po’ fuoriposto nei lenti come La Risposta e Pezzi di Te anche perché nei Nevecieca alberga quel dream pop che li ha accompagnati per diversi momenti, ma diverse canzoni dei Nevecieca sono entrate in testa. Certo ci sono delle strofe e ritornelli prevedibili, ma anche espedienti sonori piacevoli come quello di Coscienza o Vacuità, poi c’è Son Contento che è un tributo al grande attore e regista Francesco Nuti, grazie ragazzi per aver ricordato quello che è stato il mio comico preferito.
Un po’ sottotono la produzione, ma si capisce che senza una casa discografica adeguata e un management di prim’ordine è meritevole il lavoro fatto da Francesco Sergnese assieme ai tre musicisti. Auguro ai Nevecieca di trovare qualcuno che li guidi nel giusto verso perché diverse canzoni e soluzioni sonore mi sono proprio piaciute e un proseguio lo attendo con curiosità.
Social: instagram.com/nevecieca_band
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