Push Button Gently
Oh My
(Waddafuzz! Records)
indie rock
Band che ha mosso i primi passi una ventina di anni fa, pubblicando il primo album Comfortable Creatures nel 2011, i Push Button Gently hanno origine da Como e hanno pubblicato finora sei album, compreso questo Oh My che si inalbera in 10 brani assolutamente fuori dall’ordinario, tanto che faccio fatica a catalogarli nel novero del genere indie.
Un album in inglese progettato con calma, ma senza l’idea di ricavarne un concept: è un insieme di percorsi sonori sbilanciati, anticonformisti, dettati da armonie mescolate da fraseggi di chitarra e synth, che si muove in una serpentina di melodie oniriche e armoniose (Garden) e selvagge sferzate rumorose (Calypso), tra canzoni sfolgoranti come This is Fine (che mi ricordano i The Strokes) e il brit rock che ci piaceva tanto (Sunny and Sensless).
C’è la drammaticità della cupa Siren che apre l’album con chitarre vibranti e un pianoforte luttuoso che toccano l’anima ma poi ti ritrovi catapultato in una solare Calypso nella sua apparente leggerezza fino a che non arrivano sconquassi elettrici. Si torna alla drammaticità altisonante di Macabrena dove qui mi piace molto quel poco di chitarra che ci mettono dentro.
Dopo Black Pop, il loro album tutto in italiano, i PBG rimescolano la formazione e danno alle stampe un buon album più accattivante del precedente. Pure nei brani più ruggenti come The Loudest Silence che pestano come se ad iniziare il pezzo fossero i Nirvana per poi farsi strada gli Oasis trovi della gradevole instabilità. Chiudono come avevano aperto, con quella cupezza e quel noise in sottofondo, piano e voce malinconica, a stridere con le bordate sonore del disco. Un mix di generi indie alt brit shoegaze rock che porta sul panorama nostrano un quintetto di nicchia, che vorresti trovare sul palco del Primo Maggio come si faceva una volta.
Social: facebook.com/PushButtonGentlySound
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