Ella Red: recensione di It’s Not Real

Ella Red debutta nella scena alt-pop con It’s Not Real, un album personale che promette milioni di stream.

Ella Red

It’s Not Real

(Nettwerk Music Group)

indie-pop, alt-pop, eurodisco, synth-pop, chill wave, dubstep, deep house, TikTok pop


La cantautrice Ella Jennings, in arte Ella Red, debutta nella scena alt-pop con l’album It’s Not Real, pubblicato da Nettwerk Music Group.

Con It’s Not Real, la ventiduenne Ella Red fonde diario personale e una scrittura ispirata a figure di riferimento del pop internazionale come Adele, Billie Eilish, Ariana Grande e Hozier, imponendosi come una delle nuove promesse del panorama alt-pop contemporaneo.

Presente nelle playlist delle piattaforme digitali musicali più importanti, grazie a una fanbase in costante crescita, l’artista conta milioni di stream e una hit di grande successo, I Like You Best, che ha superato i 12,5 milioni di ascolti e raccolto oltre 30 milioni di visualizzazioni sui social. D’altronde, nella moderna società del consenso e dei consumi, è così che si misura il successo.

In questo debutto la performer texana di Frisco, anziché soffermarsi sulle incertezze tipiche dell’età post-adolescenziale, prova a spostare l’attenzione narrativa verso una dimensione emotiva più ampia, intima e matura, affrontando temi personali e attuali come relazioni tossiche, delusioni sentimentali, parità di genere, desiderio di fuga e bisogno di ridefinirsi, concentrandosi sull’unica cosa che è possibile rimettere davvero in discussione: il rapporto con se stessi.

Dunque, con l’ambiguità del proprio linguaggio espressivo – in cui si alternano delicatezza e aggressività, euforia e apatia, momenti luminosi e zone più oscure – Ella comunica la sua interiorità da una prospettiva femminile, ricorrendo talvolta a paradossi e immagini simboliche.

I testi, che siano metaforici o intesi in modo letterale, raccontano il passaggio all’età adulta della prima generazione tutta digitale, la cosiddetta Gen Z, mettendo in risalto le contraddizioni di quest’epoca così complessa e incerta, dove si è sempre più social-connessi ma spesso soli e si fa sempre più fatica a distinguere fra realtà percepita e realtà oggettiva.

Religion ruota attorno a un amore intenso, vissuto quasi come un’esperienza spirituale, mentre Party Animal gioca con ironia sull’immagine di una ragazza attraente al bancone di un bar. Predator, invece, descrive in modo simbolico storie di controllo e manipolazione.

In Funeral, fantasmi e luoghi sotterranei diventano metafore per confrontarsi con i ricordi, il senso di colpa e la solitudine. Brani come Aphrodite parlano di identità e percezione di sé, della sensazione di sentirsi intrappolati nel proprio corpo e nelle aspettative degli altri. Un messaggio simile affiora in Ball And Chain, che invita a prendere coscienza di quanto siamo diventati dipendenti da approvazioni superficiali. La titletrack chiude l’album con un momento di pausa e introspezione, per riflettere su ciò che viviamo e su ciò che verrà.

L’aspetto sonoro di It’s Not Real si muove in uno scenario urban-pop che spazia dai ritmi pulsanti dell’electro-pop alla cupezza della deep-house, passando per atmosfere sospese di rimando chill-wave, dance eurodisco alla Meduza e influenze soul e R&B, arrivando a soluzioni pensate per un ascolto immediato e radiofonico. Il timbro vocale, sussurrato, indolente e svogliatamente sensuale, si integra perfettamente con l’estetica di una musica catchy che strizza più d’un occhio ai social network.

Come riporta il comunicato stampa, Ella Red ha sempre coltivato una curiosità profonda in campo musicale, spinta dalla necessità di esplorare e porsi domande: “Scrivere canzoni significa raccontare storie che spesso restano inascoltate”, afferma, “È una responsabilità, soprattutto per noi cantautrici”.

Con It’s Not Real, Ella Red prova a utilizzare la musica come strumento di crescita personale e condivisione, nonostante una cifra stilistica dal tratto calligrafico decisamente derivativo. Un primo passo autorale che oscilla fra confessione e osservazione, leggerezza e inquietudine, dichiarandosi tanto nella determinazione quanto nelle fragilità emotive della sua età.

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