Six Days of May: Lymph

Tecnici, efficaci, brutali... I Six Days of May, dosano sapientemente gli ingredienti appropriati che fanno di Lymph un’esperienza intensa ed interessante
I video girati da noi e quelli catturati in giro per la Rete

Tecnici, efficaci, brutali... I Six Days of May, dosano sapientemente gli ingredienti appropriati che fanno di Lymph un’esperienza intensa ed interessante

Ecco la part one della preannunciata trilogia di Eight, in cui Nicolas J. Roncea sceglie la dimensione acustica e intimista per affrontare i temi esistenziali che da sempre caratterizzano la sua musica

Il cantautore Neil Holyoak stupisce con cose povere e semplici, un disco questo Rags Across The Sun che ci fa respirare aria fresca e melodica come una passeggiata in montagna, e come tale ci fa ringiovanire

I piemontesi Rumor con Pois (ottimo debutto) diffondono la freschezza di una gioventù che suona che non ha bisogno di tante presentazioni, la loro effervescenza indie-pop acquista punti ad ogni brano che arriva puntuale all’orecchio

Gli Skid Row sono tornati e a poca distanza del primo EP sfornano il secondo capitolo della trilogia United World Rebellion, intitolato Rise of the Damnation Army

Lion è il decimo album da solista per il re del gothic rock Peter Murphy. L'album è percorso da una vena più haeavy rispetto ai lavori precedenti

I pratesi Tutte Le Cose Inutili con Dovremmo essere sempre così danno una carica di ricordi e strana inusuale dolcezza che porta l’underground ai top massimi della poesia storta

Niente da fare per gli scozzesi Bis, il loro Data Panik Etcetera non convince assolutamente, solo una scalmanata fusione di ovvietà di cui se ne poteva fare a meno

Un'astronave è atterrata su Roma e 4 robots-alieni hanno invaso di suoni e immagini la Cavea dell'Auditorium. Sono proprio i Kraftwerk a dare questa interpretazione di sé

Il combo canadese punk-core dei Fucked Up torna con Glass Boys a sganassare poteri e corruzione con una rabbia che non conosce limiti, ma poi – come si sa – dietro ogni ringhio c’è sempre un animo buonista

Aaron non è solo l’anglicismo di un nome biblico, è soprattutto il secondo lavoro di Groove Squared. Denso di suoni, atmosfere, contaminazioni, riferimenti

Shapes dei marchigiani Palmer Generator trascina negli anfratti più profondi degli abissi dell’allucinazione, un journey dai colori torbacei che si insinua nell’orecchio come una maledizione senza redenzione

Gli Ylium in Empire of light introducono il passeggero d’ascolto in un cosmo predefinito di elettronica baciata di underground, una sequenza di brani/volo che decollano senza mai più atterrare

Decimo album per i britannici Anathema, che con Distant Satellites ripropongono in parte le tenui atmosfere dei precedenti lavori e si lasciano influenzare, senza fare eccessivi danni, anche dall’elettronica

World dei ELK è un viaggio notturno a tutto volume che ha la capacità di vivere la vita fino all’ultimo respiro, per questo un disco da tenere stretto tra un pensiero e una boccata di libertà