Fucked Up: Glass Boys

Il combo canadese punk-core dei Fucked Up torna con Glass Boys a sganassare poteri e corruzione con una rabbia che non conosce limiti, ma poi – come si sa – dietro ogni ringhio c’è sempre un animo buonista
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Fucked Up

Glass Boys

(Matador)

punk, punk-pop

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Fucked Up- Glass BoysTravolgente rientro sulla scena punk hard-core dei canadesi Fucked Up con Glass Boys, logico seguito a quel David comes to life che nel 2011 li ha visti prepotentemente assaltare l’underground internazionale a furia di anthems, rabbia, watt infuriati e pedaliere violentate senza ritegno, un esplosiva formula da battaglia che lascia strali dopo il suo assordante passaggio.

Ma dentro questa rabbia, c’è molto sentimento di rivalsa e giustizia, potremmo di sfogo umano per tante cose che accadono dentro e fuori la vita giornaliera, e per questo Mike Haliechuck, Josh Zucker e Ben Cook, si sgolano e barattano melodia e fili conduttori con ben più salaci cortocircuiti amplificati e deflagranti wall of sounds a garanzia di una spettrale congettura antagonista che non risparmia nulla e nessuno. Dieci bombardamenti che esercitano energia a mille, nessuna concessione ad un ritaglio di tranquillità o similia, la loro vitalità lamettata è un gorgo impetuoso di chitarrismi e pelli battute a maglio che imperversano selvagge e libere nell’ascolto, rancore e cuore attorcigliati in un unico corpo fisico per dare alito, fiamme e fuoco a domande e ancora domande che forse non avranno mai una risposta, mai un cenno di tregua tra il basso e l’alto della società.

Tracce sacrificali in nome di un punk-core eccellente, non il solito baccagliare oltre limite, ma una tenace e vera vena maledettamente esistenzialista che non si abbassa a compromessi, che disconosce metabolismi di convenienza o scappatoie commerciali; con la coralità d’insieme di Sun glass, il ringhio felino Warm change, il pogo invalidante istigato da Led by hand e la corsa sfuggente della titletrack si compie il buon destino di un disco armato di guerra & pace che – dopo la devastazione dei suoi propositi – lascia un pensiero umano alle sue vittime d’orecchi.

 

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Max Sannella