Urban cairo: recensione di Dysphoria

Estetica 'Do it yourself' e urgenza espressiva costituiscono la cifra di Dysphoria, secondo lavoro degli Urban Cairo, con tutti i pregi e i difetti del caso.

Estetica 'Do it yourself' e urgenza espressiva costituiscono la cifra di Dysphoria, secondo lavoro degli Urban Cairo, con tutti i pregi e i difetti del caso.

Nella forma di un compatto e arrembante trio, i Gravenia nel loro omonimo esordio mostrano di aver ben appreso la lezione dei maestri dello stoner, in attesa di trovare un'impronta stilistica più compiuta.

Al terzo capitolo del suo progetto, Luigi Bussotti, alias Adult Matters, prova a compiere il 'grande passo', in termini di produzione e di scrittura; peccato che il volo di A Modern Witch si fermi a metà strada, lasciando un senso di incompiutezza.

Just The Way We Do dei romani Shalalalas è un ritorno dell'indie nel suo senso più tradizionale, all'insegna di una leggerezza che non diventa mai facilità.

A cavallo tra post rock e psichedelia, Iter è il secondo lavoro della creatura sonora partorita da Emanuele Calì, in arte Calgolla; un percorso plurilingue in un paesaggio infuocato su un terreno scabro e accidentato.

Caterina Dolci, alias Dada Sutra, rivede il suo esordio sulla lunga distanza e con Questo Amore Mortale Più si presenta come una delle personalità più interessanti della scena elettronica - e non solo - italiana.

I The Bravo Maestros offrono con Keep It Simple, Stupid! un esordio che è una gradevole ventata di pop 'vintage' mescolato a garage e una corposa dose di psichedelia.

All'esordio sulla lunga distanza - dopo un precedente EP - i misteriosi Fiesta Alba offrono con 'Pyrotechnic Babel' un viaggio sorprendente all'insegna della commistione di linguaggi sonori geograficamente e idelamente anche molto distanti tra loro.
https://fiestaalba.bandcamp.com/

Gianna Greco e Francois R. Cambuzat pubblicano - in pochissime copie e senza prevedere ristampe - la seconda registrazione (rigorosamente dal vivo) del loro pogetto Putan Club. Una performance che travalica rapidamente i confini della pura esibizione live per assumere i contorni di uno straniante rito pagano.

Con Flowers Are Blooming In Antarctica, Laura Agnusdei accompagna l'ascoltatore in un viaggio cosmico nelle profondità del mare.

Con God Hates Cowards, i Cowards presentano un secondo lavoro che allo stesso tempo è l'uscita da un tunnel: nove schegge taglienti in cui si mescolano rabbia e sofferenza, ma anche voglia di buttarsi alle spalle un periodo buio.

Con IN:titolo, Giulia Impache costruisce un esordio destinato a chi non si accontenta, a chi vuole farsi affascinare e incuriosire, a chi cerca nella musica che gira intorno qualcuno che tenti sentieri meno battuti.

Antidiva Putiferio, il nuovo disco di Rettore... Rettore?!? Ma, ancora?!? Era davvero il caso??

Affermatasi come uno dei 'nomi da tenere d'occhio' della scena 'indipendente' italiana, Whitemary con New Bianchini conferma ampiamente le attese, in un disco all'insegna di un connubio riuscito tra lavoro sui suoni e onestà emotiva.

Come Ahead, il nuovo lavoro di Bobby Gillespie, e dei suoi Primal Scream, è un lavoro più che mai autunnale, che parte da riflessioni esistenziali, per allargarsi in uno sguardo impietoso su tutto ciò che non va nei nostri tempi.