Tidal Frame
s/t
(Vrec)
punk-rock, rock, alternative
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Pietro Foresti è uno dei produttori più bravi e più noti che, fortunatamente, l’Italia del rock alternativo si tiene stretta da anni. Non è un caso che la gran parte dei gruppi che sono sotto contratto con la Vrec Music Label siano affidati a lui, il quale sa come trattare la materia e come rendere internazionale il sound di band vogliose di provarci e, magari, sfondare in un ambito che vada oltre i confini patri.
I Tidal Frame, quartetto teramano, rientrano tra coloro che possono ambire a qualcosa che vada oltre l’ordinario, grazie a delle sonorità che, soprattutto in America, vanno ancora per la maggiore.
Le loro coordinate si muovono abilmente tra un certo punk-rock in stile Green Day, come dimostrano brani quali The Reason, ed un alternative che paga dazio ai sottovalutati Hoobastank (Waiting For Nothing ed Elodies Ether).
La voce di Matteo Felicioni si rivela molto pulita ed è un piacere ascoltarla, perché si riesce a muovere su registri alti che non sono per tutti. Nelle loro note non si deraglia mai in rabbia o violenza fine a sé stessa, ma si cerca sempre una soluzione melodica che possa andare bene in ogni momento.
Soprattutto nel finale, il songwriting si alza grazie ad un paio di perle molto efficaci come Shellfire e Armors Of Clay che fanno capire come si può essere “commerciali”, senza svilire in alcun modo la propria integrità artistica.
In realtà, se la vogliamo dire tutta, sembra quasi di trovarsi catapultati in quella fase tipica di fine anni novanta/primi anni del nuovo secolo, quando un certo tipo di alternative dominava le classifiche di mezzo mondo.
Le qualità per crescere ci sono e, probabilmente, con un nuovo disco e con l’esperienza che maturerà nel corso dei prossimi mesi, i Tidal Frame potranno diventare un nome molto interessante del rock italiano. Per ora, trattandosi di un esordio confezionato con i fiocchi, va decisamente bene così.
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