Sleep: recensione di Hempispheres

Dopo otto anni da The Sciences, gli Sleep tornano con Hempispheres, proseguendo quel trademark space & heavy in cui si fondono immaginario stoner, cultura cannabis, richiami sabbathiani e fantascienza, ma con un'impronta più psichedelica e contemplativa.

Sleep

Hempispheres

(Third Man Records)

stoner metal, sludge, doom, sci-fi, psych, space rock, narcotic blues

_______________

A distanza di otto anni dal precedente The Sciences, gli Sleep tornano con Hempispheres, proseguendo quel trademark space & heavy in cui si fondono visionarietà stoner e fantascienza post-apocalittica.

Un connubio suggestivo tra heavy rock e dimensione sci-fi, scenario desertico di Palm Desert e sottocultura lisergica legata alla cannabis, space rock targato Hawkwind, mid-tempo proto-doom e riferimenti prog di matrice seventies.

Il titolo dell’album, al pari dell’artwork grafico, manifesta l’intento autorale della band californiana, in una sorta di crasi tra Hemispheres dei Rush e le proprietà chimiche della canapa, Hemp, che per l’occasione diventa un portale di connessione extrasensoriale.

Un immaginario narrativo coerente che viene ulteriormente sviluppato dal deus ex machina Al Cisneros attraverso il fumetto legato al progetto nel quale compare il Marijuanaut, viaggiatore diretto verso Planet Iommia e immerso in una mitologia che comprende il Weedian e il culto di Iommi.

Al Cisneros, voce e basso, resta il punto fermo del collettivo, ma intorno a lui tutto cambia: alla chitarra arriva Bubba Dupree dei Void, chiamato a sostituire Matt Pike, uno dei membri fondatori del gruppo, mentre alla batteria c’è Dale Crover dei Melvins, al posto di Jason Roeder. Un rimescolamento che, di fatto, ha inciso sul registro sonico degli Sleep, tanto da polarizzare gli umori della loro fanbase: da una parte chi ha apprezzato questa esperienza più ondeggiante, sinuosa, mistica e melodica, dall’altra chi ha accolto malissimo questo cambio di direzione, non riuscendo a bilanciare aspettative e realtà.

Con questo nuovo capitolo, composto da cinque lunghe tracce – Have Spacesuit Will Travel, The Morrisist, Hempispheres, Arrival Of The Industry Ship e Whole Wheat Mountain Well Baked – Al Cisneros ha dichiarato che l’idea non era quella di replicare The Sciences, ma di cercare una strada che fosse più affilata e agile, meno caterpillar rispetto ai propri canoni e più contemplativa, anche grazie all’impiego di effetti fuzz più morbidi.

Così, gli Sleep provano a orientarsi verso una scrittura più lineare, meditativa, fluida ed elastica, sospesa fra gravità terrestre e dilatazioni lisergiche. Il primo impatto resta familiare: vocalità magnetiche, accordature basse e slabbrate, passione per la dottrina riff-centrica di Tony Iommi e, in generale, per quel groove fangoso proto-sludge – lento, ipnotico e oscuro – che fu dei primi Black Sabbath.

In tale contesto, gli Sleep si muovono con passo marziale e flemmatico, che progressivamente tende a farsi sempre più introspettivo, enigmatico, onirico, fumoso e ieratico, intensificando la presenza di loop circolari e riverberi di psichedelia cosmica, a cui si aggiungono tessiture narcotic blues e melodie quasi arabeggianti (The Morrisist).

Un trip evocativo e allucinato che prende forma tra le pieghe di un ventre ritmico stratificato di chitarre ronzanti, percussionismo tribale di civiltà antiche, modulazioni trance-tooliane, atmosfere extracorporee dall’aura misteriosa e inquietante e frequenze intergalattiche con richiami all’acid-psych degli anni ’60 e ’70.

Bentornati, dunque, nell’emisfero stoner degli Sleep. Dopo otto anni di attesa, ciò che affiora è che Hempispheres non è una semplice appendice di The Sciences e nemmeno un tentativo nostalgico di ricostruire gli Sleep del passato, bensì l’occasione di creare qualcosa in grado di ampliare i confini della propria comfort zone e rivendicare, di conseguenza, una maturità espressiva meno prevedibile e, soprattutto, refrattaria ai facili consensi.

Gli ultimi articoli di Andrea Musumeci

Condivi sui social network:
Andrea Musumeci
Andrea Musumeci
Articoli: 321