Austra: Future Politics

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Austra

Future Politics

synth-pop, electro-pop, cold-wave

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recensione-austra-future-politicsAustra è il nome di un’isola norvegese. Austra è il nome della creatura musicale della lettone-canadese Katie Stelmanis. Coordinate geografico-musicali, quindi, tutte verso nord, in zone fredde e con poca luce.

Future Politics è il terzo album degli Austra e (ri)vede la collaudata formula di suoni digitali (apparentemente) freddi su cui si poggia lo straordinario talento vocale di Katie.

Stavolta il suono è maggiormente influenzato dalle colonne sonore dei film di fantascienza, seppure bit e synth si producono in atmosfere, ritmi e melodie decisamente congeniali a chi è abituato al synth-pop più di classe e non ha paura di frequenze subsoniche.

Future Politics è un disco sul futuro dell’umanità, un’epoca in la cui la “nostra” si augura che le persone abbiano una vita sempre meno scandita dai ritmi del lavoro e con – magari – la tecnologia che ci salvi dalle nostre debolezze.

Fra ballate digitali e ritmi da dancefloor, gli Austra di Future Politics non stravolgono la loro formula, ma la raffinano, prendendosi qualche libertà in più e approfittandone per realizzare quello che è una specie di vero e proprio concept album in salsa synth sull’Accelerate Manifesto.

Forma e sostanza, dunque, per soddisfare ascolti esigenti e per sonorizzare momenti (anche) più distratti per un disco di profonda attualità.



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About Massimo Garofalo

Critico cinematografico, sul finire degli anni '90 sono passato a scrivere di musica su mensili di hi-fi, prima di fondare una webzine (defunta) dedicata al post-rock e all'isolazionismo. Ex caporedattore musica e spettacoli di Caltanet.it (parte web di Messaggero, Mattino e Leggo), ex collaboratore di Leggo, il 4 ottobre 2002 ho presentato al cyberspazio RockShock. Parola d'ordine: curiosità. Musica preferita: dal vivo, ben suonata e ad altissimo volume (anche un buon lightshow non guasta)
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